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100 anni Arnaldo Pomodoro, mostre ed eventi per il genio delle forme

“Non ho mai creduto alle fondazioni che celebrano un solo artista come unicum. L’artista è parte di un tessuto di cultura, il suo contributo attivo non può venire mai meno ed è per questo che ho concepito la mia Fondazione come un luogo attivo e vivo di elaborazione culturale” diceva Arnaldo Pomodoro, la cui eredità viene portata avanti dalla Fondazione che porta il suo nome e che si prepara a celebrarne i 100 anni dalla nascita con mostre ed eventi.

Aprirà alle Gallerie d’Italia, dal 29 maggio al 18 ottobre, la grande mostra antologica ‘Arnaldo Pomodoro: una vita’, curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani, che ripercorrerà oltre sessant’anni di ricerca attraverso più di quaranta opere provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e della Fondazione, dai primi bassorilievi degli anni Cinquanta fino alle sperimentazioni dei Duemila. Ripensato e curato con Fondazione Ica Milano, è arriva all’ottava edizione il Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, nato nel 2006 per volontà dello stesso maestro, tra i pochissimi in Italia e all’estero dedicati alla scultura contemporanea e rivolti ad artiste e artisti tra i 25 e i 45 anni.

Le opere dei cinque finalisti – Bronwyn Katz (1993 – Kimberley, Sudafrica), Dan Lie (1988), Công Tùng Trương (1986 – Dak Lak, Vietnam), Luana Vitra (1995 – Contagem, Brasile) e Yu Ji (1985 – Shanghai, Cina) – appositamente realizzate per il Premio, saranno allestite nella collettiva a cura di Federico Giani e Chiara Nuzzi, visitabile dal 13 aprile al 10 luglio negli spazi dell’Ica.

Nel 2026 si concretizzerà anche la donazione della biblioteca personale di Storia dell’Arte di Pomodoro – composta da circa 5.000 volumi e 100 serie di periodici – all’Università degli Studi di Milano, che la catalogherà e ne garantirà la fruizione pubblica e gratuita, creando uno speciale Fondo Arnaldo Pomodoro. Curato da Giovanni Caccamo, torna inoltre per il quarto anno consecutivo, il public program di Fondazione con il festival Orizzonte | Parole, immagini e musica per edificare il futuro, un dialogo aperto tra arti, linguaggi e visioni, che avrà come ospiti Pif, Stefano Accorsi, Tananai e Agadez.

Nella seconda parte dell’anno, la Fondazione metterà in mostra la sua Collezione, che svela le tante storie di amicizia e collaborazione che hanno legato Pomodoro – nato nel 1926 a Morciano di Romagna e morto lo scorso anno a Milano – ai protagonisti dell’arte del secondo Novecento, da Lucio Fontana ad Alighiero Boetti. La collezione viene valorizzata anche tramite i comodati, come quello del bozzetto della Porta dei Re del Duomo di Cefalù (1997-1998), che sarà esposto a Palazzo Branciforte a Palermo, e del Progetto per il monumento in memoria di Giovanni Falcone (1992), al Museo del Presente Falcone e Borsellino sempre a Palermo. Nel 2026 verrà anche presentato il documentario ‘Arnaldo Pomodoro – La natura della forma’, scritto e diretto da Alessandro Pezza, mentre il ministero dell’Economia e delle Finanze emetterà una moneta celebrativa dedicata a uno dei più grandi maestri della scultura contemporanea.

Peccato non ci siano invece progetti di valorizzazione per l’antico borgo di Pietrarubbia, nelle Marche, dove Pomodoro negli anni ’90 istituì il “Centro per il Trattamento Artistico dei Metalli” (Tam) e che oggi ospita un museo con pezzi unici suoi e dei suoi allievi oltre che un magnifico altare creato per la piccola chiesa di San Silvestro, un gioiello purtroppo poco noto.

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