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Sinner e l’abbraccio con mamma Siglinde: la carezza che ha commosso Wimbledon

Il momento più bello. Quello in cui ha faticato a trattenersi. Quando Jannik Sinner ha incrociato lo sguardo di mamma Siglinde ha vacillato. Il sorriso controllato che ha regalato al suo angolo subito dopo aver vinto Wimbledon si è piegato appena si è avvicinato alla madre. Siglinde era in lacrime. Jannik l’ha abbracciata, le ha dato una carezza, rifugiandosi sulla sua spalla. E lì un po’ è crollato anche lui. Pochi istanti di commozione, mai così sincera. Chissà, forse è così che si è liberato di pressione, tensione, aspettative. Proprio con la mamma che dopo la sconfitta al Roland Garros era stata presa di mira sui social per l’espressione del volto, la sofferenza inevitabile ed evidente.

L’esultanza dopo il trionfo

Sinner si è preso il titolo più prestigioso del tennis, battendo Carlos Alcaraz, ma ha festeggiato a modo suo. Dopo l’ultimo punto ha alzato le braccia, senza emettere un suono. Ha atteso un paio di secondo, ha sorriso silenzioso e felice. Poi, dopo aver salutato lo spagnolo e la giudice di sedia Alison Hughes, è andato ad abbracciare staff e famiglia. Non si è arrampicato come fece Nadal nel 2008, è arrivato in tribuna salendo le scale. Ha avuto un pensiero per tutti. È andato dagli allenatori Vagnozzi e Cahill, da papà Hanspeter e dal fratello Mark, arrivati a Londra due giorni fa per stargli vicino. E da chi si è preso cura del suo fisico in queste due settimane, a partire da Claudio Zanetti, al seguito della Nazionale negli Slam. Infine dalla mamma, che ha vissuto anche stavolta la partita intensamente.

La carezza di Sinner a mamma Siglinde

Sul match point Siglinde si è coperta gli occhi. Non voleva vedere. Al Roland Garros un mese fa ha sofferto insieme al figlio, nella finale persa (non sfruttando tre palle match) sempre con Alcaraz. Adesso no. Jannik ha vinto, scacciando la paura con un servizio vincente al centro. E quando l’ha vista, commossa, si è lasciato andare: gli occhi lucidi, l’abbraccio più bello. Una carezza alla mamma, quasi a confortarla. Stavolta è andato tutto bene.