HAUTACAM – Sempre, immensamente Pogacar. A Hautacam, davanti a un estasiato Emmanuel Macron, lo sloveno ha rifilato oltre due minuti a Jonas Vingegaard e si è messo il Tour de France nelle tasche della sua nuova, ennesima maglia gialla. Tadej imprendibile, esagerato: l’attacco decisivo è arrivato 12 km dal traguardo, lontanissimo su una scalata di oltre mezz’ora, storica e mitica e arrivata dopo il Soulor e il Bordères. Vingegaard ha provato a rispondere, ma l’ha visto inesorabilmente scappare via, come sempre negli ultimi due anni. 2’10” a Vingegaard, poi tutti gli altri: Lipowitz è terzo a 2’23”, Johannessen quarto, poi Onley, Vauquelin. Evenepoel settimo, ma i distacchi sono enormi. La caduta di Tolosa non ha provocato dunque danni nel corpo e nello spirito di Pogacar. La classifica: Vingegaard insegue, si fa per dire, a 3’31”, poi Evenepoel a 4’45”. Sarà battaglia per il podio. Per il primo posto la storia sembra già scritta. E Pogacar ha dedicato il successo a Samuele Privitera, il ragazzo morto in gara al Giro della Valle d’Aosta.
La cronaca
Giornata caldissima sin dalla partenza a Auch: la Jayco-AlUla parte con il lutto al braccio in ricordo di Samuele Privitera: un lungo applauso sul palco da parte del pubblico. Poi si parte: va via una fuga gigantesca, 51 corridori che via via si selezionano: la Ineos fa la corsa per Carlos Rodriguez, ma lo spagnolo si perde sulle rampe del Soulor, dove invece attacca Woods. In discesa il canadese viene ripreso e staccato da Armirail. Nel gruppo maglia gialla va in crisi nera proprio il primo della classifica, Ben Healy. Evenepoel si sfila subito, poi insegue a lungo e riesce a rientrare nella discesa tra il Bordères e l’attacco della salita finale di Hautacam. Armirail inizia la prima ascesa hors categorie di questo Tour con 2 minuti. Ma ai -12 l’attacco di Pogacar: Vingegaard perde subito 10”, poi lo tiene a portata di sguardo per un po’. Alla fine Tadej dilaga per il suo successo di tappa numero 20 al Tour.
