“Ho un sogno, che è quello di scrivere dei romanzi semplici e brevi”. Lo ha detto Jonathan Coe ospite del Festival letterario Il Libro Possibile che dopo la tappa a Polignano sarà a Vieste fino al 26 luglio. L’edizione 2025 ha visto anche a Londra la sua prima tappa internazionale, dall’11 al 13 marzo scorso, dove Coe è stato protagonista.
“Un sogno che non sono ancora riuscito a realizzare perché inizio con un’idea, poi questa idea si collega a un’altra idea e poi ad un’altra idea ancora e prima che me ne renda conto sono arrivato a un romanzo di 400 pagine, per cui è così che continuerò a scrivere. Ciò che accade succede per caso, non perché ci penso” ha spiegato lo scrittore britannico.
Del suo ultimo romanzo La prova della mia innocenza (Feltrinelli) ha poi raccontato che “non è ambientato a Londra, o non del tutto, è un po’ fuori Londra. Siamo in periferia, nei pressi dell’aeroporto di Heathrow. Questo perché io volevo uscire dalla capitale e volevo raccontare un posto diverso. Alla fine tutti parlano di Londra e diventa anche un po’ noioso.
Volevo raccontare una zona differente, fuori Londra”.
Nel libro c’è anche il richiamo italiano di Venezia? “Due anni fa ho avuto il piacere di stare a Venezia per qualche settimana perché ho avuto un incarico all’università e per questo come omaggio, in onore di Venezia, ho deciso di includerla più e più volte e a dire il vero la soluzione del mistero si dipana proprio a Venezia”.
Per Coe, non è la prima volta in Puglia, “ma è la prima volta a Vieste. Ovviamente sono stato profondamente colpito dalla bellezza di questa città e di tutto ciò che la circonda. Spero di cuore ci sia presto una ragione per tornare”, ha affermato.
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