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“Basta silenzi complici su Gaza”, Schlein e Conte all’attacco del governo

«È una follia che il governo italiano resti in silenzio davanti al dramma di Gaza». È un coro unanime quello che si alza dalle opposizioni contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Dalla segretaria del Pd Elly Schlein al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte fino ai co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e al segretario di +Europa, Riccardo Magi. Silenzio del governo, in realtà, spezzato soltanto da un breve filmato diffuso dalla pagina Instagram “Palestina libera”. L’episodio risale a metà settimana, a margine del concerto delle Blackpink a cui ha partecipato la premier a Milano: un attivista proPal sfida Meloni nel backstage, a margine del live del gruppo seguito da milioni di giovanissimi, tra cui anche la figlia della presidente del consiglio. L’attivista riprende la scena e incalza: «Come madre non una parola per il genocidio palestinese?». Meloni non si nega al confronto: «Guardi, io lavoro ogni giorno sul genocidio palestinese. Siamo la nazione al mondo che ha liberato più bambini». Eccola, la parola tabù. In una serata estiva allontanandosi da un concerto, a poche ore dalla decisione del governo di Netanyahu di invadere quel che resta di Gaza.

Parole rubate che per le opposizioni non bastano. Lo dice con chiarezza Schlein in una diretta social: «La Germania, pur con grande ritardo, decide di bloccare l’esportazione di armi in Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore, la Danimarca fa una dichiarazione. E dal governo italiano, il mutismo. Stanno giocando con la credibilità internazionale del nostro Paese, che è stato sempre molto attento alla questione palestinese».

Conte ricorda che «dopo un genocidio, oltre 60mila palestinesi trucidati, 18mila bambini morti, ora si parla di un milione di sfollati ed è lo stesso esercito israeliano ad avvertire che “non esiste una risposta umanitaria per il milione di persone che sposteremo a Gaza”. Non esiste nemmeno un briciolo di umanità nei silenzi del nostro governo, di cui mi vergogno sempre più». Un atteggiamento che per l’ex premier è «una macchia indelebile» per il Paese: «Ricordiamo che al governo israeliano abbiamo dato copertura politica, non abbiamo comminato mezza sanzione. Non abbiamo stracciato nemmeno le intese militari».

Fratoianni parla di un «disegno chiaro» da parte di Israele: «Deportazione, pulizia etnica, genocidio fino all’ultimo palestinese vivo. La comunità internazionale fermi questo piano criminale». Angelo Bonelli chiama in causa la premier: «Cosa aspettate non solo a condannare, ma ad applicare sanzioni e a revocare gli accordi di cooperazione militare? Ci dica cosa intende fare di fronte a quello che sarà ricordato come un orrore nella storia».

E ancora, Magi: «Da madre, da cristiana, da italiana, Meloni non può più girarsi dall’altra parte. Si faccia promotrice in sede europea delle proposte degli ex ambasciatori, interrompendo ogni rapporto». Tutti appelli a cui, per ora, il governo sembra non voler rispondere.