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Schwarzenegger aggiustatutto, l’ex Terminator motivatore di fai da te

Attore, politico, ex governatore della California, imprenditore, un passato importante da culturista, Arnold Schwarzenegger, austriaco naturalizzato statunitense è anche un appassionato bricoleur cui piace lavorare con le mani, costruire, riparare. In questa sua veste è il testimonial di una campagna del marchio del fai da te Parkside (un brand distribuito in esclusiva da Lidl ) in cui l’ex Terminator diventa un motivatore.
Nel curriculum di Schwarzenegger c’è anche il lavoro da muratore che ha svolto in Austria da ragazzo: “Da giovanissimo ho lavorato nel settore dell’edilizia per guadagnare qualche soldo in più. E in quel periodo ho capito davvero cosa significa lavorare sodo: ogni giorno andavo in cantiere al mattino presto, indipendentemente dalle condizioni meteo, e la mia pelle si screpolava a causa del contatto con il cemento e del freddo. In quel periodo ho compreso a fondo cosa significhi davvero fare l’artigiano: servono forza di volontà e perseveranza”. 
È vero che ha ristrutturato la sua prima casa a Los Angeles con le tue mani?  “Era una casa fatiscente. Non avevo soldi per pagare degli artigiani, quindi ho fatto tutto da solo: ho versato il cemento, abbattuto i muri, installato l’impianto elettrico. Lo strumento più importante? Un pesante trapano a percussione: all’epoca lo maneggiavo più spesso di quanto oggi faccia con il mio smartphone. Sarei stato così felice di avere un trapano a percussione all’epoca: un terzo del peso con il doppio della potenza. Ma, sfortunatamente, a quel tempo non avevo altra scelta. Per fortuna, oggi gli strumenti sono molto più maneggevoli”.
Qual è l’errore più comune che si può fare da principianti nel fai-da-te e come si può evitare? “Se sei superficiale in fase di preparazione del lavoro, rischi in seguito di trovarti con il doppio dei problemi. Gli attrezzi buoni sono indispensabili – ovviamente – ma il metro a nastro rimane uno strumento fondamentale. Il mio consiglio: meglio misurare tre volte, per poi utilizzare la sega una volta sola.”
Con quali criteri giudica i buoni attrezzi? “Per me sono importanti tre criteri. Primo, la robustezza: lo strumento deve funzionare anche sotto pieno carico, quando si applica molta pressione. Secondo, l’ergonomia: gli attrezzi devono avere una buona impugnatura, sia nei lavori di precisione sia in quelli più impegnativi. E terzo, la facilità d’uso: ogni attrezzo dovrebbe essere intuitivo da usare, senza troppi fronzoli.”
Persona versatile dal bodybuilding, al cinema, fino alla politica. E il talento come appassionato del fai da te? “Il fai da te non è mai stato solamente un hobby per me. Costruire era il mio lavoro, con cui guadagnavo soldi. A 15 anni, ho lavorato nei cantieri edili in Austria, mescolando cemento e trasportando pietre. In quel periodo, ho imparato cosa significa davvero lavorare sodo. Ancora oggi, però, mi piace dare una mano nei piccoli progetti fai da te. Il mestiere mi ha insegnato la disciplina e la precisione, abilità che mi hanno aiutato in ogni ambito della vita. Quindi sì, se vuoi che ti costruisca un muro, sono la persona giusta”.
C’è stato un progetto fai da te che è andato male, da cui ha imparato una lezione importante? “Mentre stavo ristrutturando la mia prima casa, ho scoperto che un progetto non può fallire per mancanza di talento, ma per mancanza di pianificazione. A quel tempo, ho dovuto abbattere intere pareti perché non mi ero preso il tempo di tracciare i segni. Da allora, per me vale quanto segue: metro a nastro, matita e la pazienza di usarli entrambi sono la chiave per iniziare”.
Se dovesse dare un consiglio fai-da-te ai giovani di oggi, quale sarebbe? “Un buon fai da te richiede tre cose: gli strumenti giusti, ottima pianificazione e la capacità di imparare dai propri errori”.
“Quando ho imparato il mestiere di muratore a Graz, a 18 anni, lavoravamo con attrezzature che all’epoca non avrei potuto permettermi. Tutti dovrebbero avere la possibilità di creare qualcosa con le proprie mani, che sia una mensola o un’intera casa. Se un marchio è accessibile, sono felice di poter aiutare le persone a trovare la motivazione giusta per dare vita ai propri progetti.”
C’è una storia particolare in cui ha messo in pratica le sue abilità manuali? “Sul set, c’era spesso qualcosa da riparare o sistemare. Gli oggetti di scena o i set cinematografici dovevano essere costantemente aggiustati, ricostruiti o resi funzionali con breve preavviso. Spesso sotto pressione e con pochi materiali a disposizione. In quei momenti, potevo mettere a frutto le mie abilità manuali, che si trattasse di assemblare, sistemare o improvvisare. Non doveva essere perfetto, ma doveva durare fino alla ripresa successiva”.


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