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Al Met una grande abbuffata di surrealisti

Abbuffata di surrealisti e Dada al Met: mentre il museo presenta la sua nuova mostra su Man Ray (Quando Gli Oggetti Sognano), arriva in dono la vasta collezione del magnate John Pritzker che include anche il celebre Le Violon d’Ingres del rivoluzionario artista e fotografo del primo Novecento: il celebre nudo femminile di Kiki de Montparnasse trasformato in violino con due effe dipinte sulla schiena sarà incluso nella rassegna che aprirà il 14 settembre.

Con 35 opere di Man Ray tra le 160 della mostra, la raccolta dell’erede della fortuna degli hotel Hyatt include anche pezzi di Jean Arp, Marcel Duchamp, Suzanne Duchamp, Max Ernst, Francis Picabia e Kurt Schwitters: “Artisti che, come gruppo, hanno abbattuto le barriere che definivano cosa fosse un dipinto, una scultura, un testo o una fotografia, e oltre ancora, cosa potesse essere l’arte stessa”, ha detto il miliardario che ha cominciato a collezionare all’inizio degli anni Novanta e che, con la donazione, ha ulteriormente arricchito le raccolte che troveranno posto nella nuova ala dedicata all’arte moderna e contemporanea il cui completamento è previsto nel 2030. Nato a Filadelfia nel 1890, Man Ray fu un punto di riferimento internazionale per artisti, scrittori e intellettuali del tempo sperimentando costantemente nuove soluzioni tecniche e linguistiche e spostando il confine tra arte e scienza. Nell’inverno 1921 Ray inaugurò la tecnica della rayograph, una variazione scoperta accidentalmente di un procedimento che permetteva di ottenere foto senza macchina fotografica collocando oggetti sopra o vicino a un foglio di carta fotosensibile che lui poi esponeva alla luce e sviluppava.

In questo modo oggetti di uso quotidiano venivano trasformati in composizioni misteriose. Introdotte nel periodo di transizione tra Dada e Surrealismo, le rayografie spinsero il poeta Tristan Tzara a descriverle come la cattura dell’istante “in cui gli oggetti sognano”. Di qui il titolo della mostra che sarà la prima a collocare questo risultato all’interno dell’insieme più ampio dell’opera di Man Ray negli anni Dieci e Venti. Attingendo dalle collezioni del Met e da oltre 50 tra privati e musei statunitensi e internazionali, la rassegna presenterà circa 60 rayographs e 100 tra dipinti, oggetti, incisioni, disegni, film e fotografie, comprese alcune delle opere più iconiche dell’artista. Tra queste il ferro da stiro costellato di chiodi da tappezziere, noto come Cadeau (Regalo, 1921), e il metronomo Object to be Destroyed (Oggetto da distruggere, 1923), che scandisce il tempo con l’occhio oscillante della sua compagna, la fotografa Lee Miller.
   

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