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Ucraina, pioggia di 700 droni, colpito tutto il Paese: 7 morti. Sfiorato il treno degli italiani

Anastasia Hrytsiv aveva 15 anni e i capelli ai fianchi, studiava al liceo Lapaiv e viveva in uno dei luoghi più sicuri dell’Ucraina. Abitava a Lapaivka, un borgo alla periferia occidentale di Leopoli, lungo la strada che conduce alla frontiera polacca. Un luogo in cui ci si rifugia dalla guerra, dove si respirava ancora un po’ di normalità: è morta insieme alla mamma e a due familiari, sterminati in una delle notti peggiori dall’invasione russa del 2022.

Gli avvertimenti su un’ondata di imminenti attacchi massicci russi erano stati diffusi sabato su diversi canali ucraini, e la previsione si è rivelata precisa. La Russia ha lanciato uno dei raid più consistenti usando più di 700 droni e una cinquantina di missili da crociera Kh-101, ha usato i bombardieri Tu-95MS e le navi dal Mar Nero, e ha lanciato 2 missili balistici Kinzhal con i caccia Mig-31K. Un inferno scatenato principalmente verso l’Ovest ucraino e soprattutto su Leopoli, che ha vissuto quattro ore di terrore senza fine con sorvoli continui di droni e arrivi di missili, esplosioni e roghi. Ma l’Aeronautica militare ha tracciato nubi di droni e missili anche a Stryi e Burshtyn, a Ivano-Frankivsk, Kolomyia, Brody e nella regione di Rivne. Senza contare i soliti drammatici attacchi a Est, dove i russi hanno concentrato le forze su Zaporizhya lanciando una decina di droni Shaheed e bombe Kab uccidendo un uomo e ferendo almeno una ragazza di 16 anni. Altri due civili sono stati uccisi a Kolodyazne, un paese a est di Kharkiv molto vicino alla frontiera russa.

Sette morti sono un bilancio persino contenuto, con la massa di fuoco riversata sul Paese. Una notte drammatica vissuta con il cuore in gola, per fortuna senza farsi male, anche dai 110 attivisti italiani che rientravano in treno dalla missione del Mean, Movimento europeo di azione nonviolenta, a cui hanno preso parte 35 associazioni. Arrivavano da Kharkiv diretti verso Leopoli, dai finestrini hanno visto più volte i bagliori e udito, come migliaia di ucraini, il fragore delle potenti esplosioni.

La Polonia ha alzato in volo aerei da combattimento. L’attacco è iniziato nella serata di sabato con ondate di droni. È la solita tattica: mettono sotto pressione le difese aeree e poi arriva l’attacco con i missili, il più letale per gli obiettivi scelti dai russi. Dalle 4 del mattino, dopo ore e ore di battaglia nei cieli tra droni e contraerea, ecco i missili da crociera Kh-101 e Kalibr lanciati da Sud, dal Mar Nero, ma anche dalla regione di Saratov. Non è finita. Alle 6 sono decollati i MiG-31K dall’area di Savasleyka e hanno lanciato due missili balistici Kinzhal diretti a Leopoli.

L’attacco russo in città ha distrutto il parco industriale Sparrow, le immagini impressionanti del rogo hanno fatto il giro della rete: «È una struttura civile, senza alcuna componente militare», afferma il sindaco Andriy Sadovyi. Il traffico ha ripreso a circolare dopo le 9 del mattino, ma altri missili erano ancora in agguato sulla città. Presto è saltata la luce. «Diversi incendi stanno ancora bruciando in città, è importante proteggersi da possibili fumi e vapori nocivi. Cessato l’allarme non uscite», ha scritto Sadovyi alle 7,49 del mattino. L’attacco è stato così massiccio che decine di treni viaggiavano con ritardi fino a mezzora, che detto in Italia fa sorridere ma in Ucraina è termometro di un disagio vero perché nonostante la guerra le ferrovie sono orologi di precisione.

Putin «si fa beffe dell’Occidente, del suo silenzio e della mancanza di una risposta decisa», dice il presidente Zelensky in un video accusando la Russia di distruggere «proprio ora, prima dell’inverno, le infrastrutture del gas, la produzione e trasmissione di energia elettrica senza una vera reazione da parte del mondo». Ma l’alleato Trump è concentrato su altri dossier, come la proposta di Putin di rispettare i limiti delle armi atomiche: «Mi pare una buona idea», ha ribadito alla Tass.