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Elia Viviani si ritira: “Il ciclismo mi ha insegnato a vivere”

Il ciclismo italiano registrerà a fine 2025 un ritiro pesantissimo. Uno dei più grandi degli ultimi 15 anni, Elia Viviani, saluta il professionismo, dopo “16 anni fantastici”. Sarà ancora in gara al Giro del Veneto, il 15 ottobre, e in pista in occasione dei Mondiali di Santiago del Cile (22- 26 ottobre 2025). Portabandiera ai Giochi di Tokyo in uno stadio vuoto per il Covid, nel 2021, Viviani può vantare tre medaglie olimpiche conquistate in tre diverse edizioni: l’oro nell’omnium a Rio de Janeiro 2016, il bronzo nell’omnium a Tokyo 2021 e l’argento con Simone Consonni, nell’americana, a Parigi 2024. Su strada ha collezionato 90 successi, tra cui spiccano le cinque tappe al Giro d’Italia, tre alla Vuelta e una al Tour de France, oltre al campionato europeo nel 2019.

Il messaggio social

“Per una serie di coincidenze, quest’anno, l’arrivo del Giro del Veneto sarà a Verona. Mi è sembrato il giorno perfetto per salutare le competizioni su strada – ha scritto sui suoi profili social -. Sarà una gara davanti ai miei tifosi e familiari, una giornata emozionante. Il percorso non è proprio nelle mie corde, un pò troppo duro, ma forse è meglio così. Non dovrò pensare solo alla mera prestazione, potrò godermi ogni cosa al meglio. Rifarei tutto. Sono contento della mia carriera, non posso rimproverarmi nulla”. Quella del ritiro è una scelta condivisa prima di tutto “con mia moglie Elena, che da ciclista professionista, vive questo sport a 360 gradi”. Elena Cecchini ha deciso di continuare per un’altra stagione.

I momenti complicati

“Ci sono stati momenti duri e batoste su strada” ha aggiunto Viviani. “Penso a quando, nel 2013, persi l’occasione di vincere la maglia rosa, nella prima tappa di Napoli. Bruciò tantissimo e non posso scordarmi di come andarono su pista le Olimpiadi di Londra 2012. Tutto serve, tutto è una tappa di passaggio per quello che devi arrivare ad ottenere: magari senza Londra non ci sarebbe stato il successo di Rio. Tutte le sconfitte, i momenti no, li ho vissuti come punti di partenza, come spinta per avere nuove motivazioni. È giusto così, serve consapevolezza. La fusione del team Lotto, con un’altra squadra, mi ha convinto ancora di più che questo sarebbe stato l’ultimo anno: già nel 2024 ci sono stati vari problemi e non volevo cambiare di nuovo. Ho vissuto questi mesi pensando che ogni gara potesse essere l’ultima. Succede di passare dal vincere, come accaduto, anche quasi 20 gare, a nessuna: non è quello che voglio e volevo per me. Sai che è il momento di lasciare andare tutto quando non sei competitivo come sempre o per esserlo ogni cosa deve andare secondo i piani, quando un tempo non era così. Il ciclismo è lo sport che mi ha formato, mi ha cresciuto e mi ha insegnato a vivere”.