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Massimo Mauro: “Spalletti non potrà fare molto: in questa Juventus non funziona nulla”

Penso che la scelta di esonerare Tudor sia stata inevitabile. È una sensazione avvalorata da un particolare che ho notato durante la gara con la Lazio. Quando il tecnico spiegava a Cambiaso un cambio tattico, il giocatore sembrava quasi non ascoltarlo. Visto questo atteggiamento grave, ma anche alla luce di quello che si è saputo su frizioni interne alla squadra, è stata presa una decisione logica che però da sola non può risolvere i problemi. Si parla ora di Spalletti, un ottimo allenatore che però da solo, e senza che la rosa venga notevolmente rinforzata, non può fare granché. E lo stesso discorso varrebbe anche per Mancini.

Proprietà, dirigenza, squadra. Juve in ritardo su tutti i fronti

Quindi la società deve scendere con decisione sul mercato e portare almeno tre giocatori di livello, perché altrimenti non si va da nessuna parte. La Juventus è confusa a tutti i livelli. Proprietà, dirigenza e squadra: non c’è una delle tre componenti che funzioni. E questo scatena un effetto domino: c’è la rincorsa a nuovi dirigenti e nuovi calciatori, ma tutto avviene sempre in grande ritardo. Cosa mai successa fino a pochi anni fa… Il tutto si ripercuote in maniera evidente durante le partite.

Spalletti: “Tutti vorrebbero allenare la Juventus”

A uno come David non si danno 6 milioni

Quella con la Lazio è stata emblematica: la Juve aveva contro un avversario incerottato e in difficoltà ambientale che però non aveva l’obbligo di vincere l’incontro. Sarri ha disposto la squadra con umiltà, tutti dietro la linea della palla e contropiede, con uno straordinario Isaksen che ha fatto le due fasi. La Juve ha provato a portare la palla al limite dell’area avversaria. Se poi però Yildiz non combina niente in 45’, e se Vlahovic non fa un tiro in porta, allora la situazione è al limite del disarmante. Colpa di Tudor? Sicuramente colpa di un mercato inesistente: Joao Mario, Zhegrova, Openda e David non sono pervenuti. E un elemento indispensabile come Bremer infortunato. Intendiamoci, il parco giocatori rimane buonissimo, ma senza alcuna personalità. La squadra avrebbe bisogno di almeno tre leader che possano risollevare la situazione. Altrimenti si cambia natura: non si parte più per vincere ma l’obiettivo diventa la caccia al quarto posto. Ci può anche stare, ma se è così non si possono dare sei milioni a stagione a David. I calciatori forti restano tali se trovano un ambiente adeguato: David invece si è chiaramente depresso. E tornando alla dirigenza, puoi sbagliare a prendere un ragazzino, non uno a cui dai sei milioni. Uno così non dico che debba fare gol da solo, ma poco ci manca.

La vendetta del guardalinee sul Var

Su Napoli-Inter si è purtroppo parlato quasi solo a proposito del rigore dato agli azzurri. Ma ormai siamo alle comiche. In ogni week end, in tre o quattro partite c’è sempre qualcosa di assurdo per colpa del Var. A Napoli quel rigore ha rappresentato la vendetta del guardalinee, un uomo che il Var ha ridotto all’inutilità si è voluto prendere uno spazio da protagonista. Una cosa mai vista e, come se non bastasse, il Var non ha posto rimedio.

Lautaro deve pensare al gol, non a litigare

Sulla partita, un plauso a Conte, che non ha messo un centravanti per fare spazio agli inserimenti dei centrocampisti. McTominay e Anguissa hanno subito ringraziato. Penso comunque si sia trattato di una scelta temporanea, perché un centravanti classico serve eccome. Male invece Lautaro, che invece di litigare in campo deve fare gol. E splendide le dichiarazioni di Chivu, un esempio di cultura sportiva. Di auspicabile cultura sportiva. Il tecnico però deve ricordare che è in una squadra in cui provare a vincere è un obbligo: deve stare sempre sul pezzo.

Napoli e Inter si giocheranno lo scudetto ma…

Lo scudetto se lo giocheranno Napoli e Inter, che però hanno già perso partite importanti. Quindi possono sperare anche Roma e Milan. La squadra di Gasperini ha recuperato il miglior Dybala, e questa per i giallorossi è la notizia più bella, vista la capacità dell’argentino di far girare tutto il reparto offensivo. Il Milan ha deluso con il Pisa. Allegri aveva detto che con le neopromosse c’era il rischio di cali di tensione, ha lavorato in quel senso ma nonostante ciò la squadra ha acciuffato in extremis solo un pareggio. E questo è un dato preoccupante.