A Mosca nessuno dubita che la decisione di Donald Trump di riprendere i test nucleari sia una risposta ai recenti lanci delle due potenti armi russe, Burevestnik e Poseidon, e che rischi di aprire una pericolosa «era di confronto». Ma tutti nutrono perplessità su che cosa il presidente statunitense intendesse davvero.
«I nostri amici erano felici dei nostri test. I nostri nemici erano preoccupati. L’Europa è rimasta in silenzio. A Trump non è venuto in mente niente di meglio che ordinare la ripresa dei test nucleari, anche se né il Burevestnik né il Poseidon lo erano», commenta l’ex generale Andrej Kartapolov, oggi a capo della commissione Difesa della Duma. «A quanto pare Trump non ha capito nessuno dei due test. Ma la cosa più importante è che tutti capiscano che queste armi ci rendono più forti di chiunque altro al mondo. Non sono una dimostrazione di forza, ma un promemoria che il dialogo dovrebbe essere condotto su un piano di parità. E oggi questa parità non esiste». Ma se mai Trump portasse avanti le sue minacce, avverte Kartapolov, tornerebbe «un’epoca di imprevedibilità e confronto aperto».
Concorda il suo vice, il deputato Andrej Zhuravliov: «Trump può riprendere il programma, causando terremoti in Nevada, ma in tal caso anche noi avremo le mani libere. E se iniziasse una vera corsa agli armamenti, saremmo costretti a mostrare tutta la potenza dell’esercito russo». Il poligono di Novaja Zemlja dove «una volta fu fatta esplodere la famosa “Bomba Zar” sovietica che fece tremare il globo terrestre» è ancora operativo, ricorda. Ma una tale «escalation non serve a nessuno». Sembra però, aggiunge, che Trump «non sappia bene che cosa siano i test nucleari dato che dal 1992 nessun Paese al mondo eccetto la Corea del Nord ne ha effettuati».
Persino il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov tiene a precisare che i test russi dei giorni scorsi riguardavano armi in grado di trasportare una testata nucleare, ma non bombe nucleari vere e proprie. «Speriamo che il presidente Trump sia stato adeguatamente informato. I nostri non possono essere considerati test nucleari. Ma se gli Usa violeranno la moratoria sui test nucleari, agiremo di conseguenza».
È l’errore in cui cadono i «profani», commenta dietro anonimato un fisico nucleare al media indipendente Per test di armi nucleari, i profani spesso intendono i test di vettori nucleari, come ha recentemente fatto la Russia con l’Oreshnik e altri missili. Nel peggiore dei casi, potrebbe significare riprendere i test di esplosivi nucleari. Se gli Stati Uniti facessero questo passo, inaugurerebbero una nuova era nella corsa agli armamenti nucleari. Una reazione a catena: agli Stati Uniti, potrebbero seguire Russia, Cina e forse Regno Unito. E non si potrebbero escludere gli scenari più rischiosi»
Più brutale , uno dei cosiddetti “Z blogger” con oltre 260mila iscritti su Telegram: «Tra tutti i modi possibili di reagire ai Burevestnik e ai Poseidon, l’agente Donald, in piena coerenza con la sua natura, ha scelto il più pomposo e il più stupido».
