La tendenza alla polarizzazione è una iattura dei tempi moderni con scontri di fazioni opposte continui e per qualunque argomento, fazioni sempre più integraliste e arroccate sulle proprie idee e sempre meno dialoganti. I ‘codici’ del fanatismo calcistico dilagano e l’intolleranza si espande a sempre maggiori argomenti e così ognuno, da una parte e dall’altra, finisce ‘chiuso’ nella propria bolla composta da persone che la pensano come noi, le altre preferiamo non solo non le rispettiamo ma non le ascoltiamo neppure. Un mondo alla fine persino semplificato. E’ così che il tema dell’alimentazione animale e vegetale è finito negli anni, con la crescita delle persone che sono passate ad una alimentazione vegetariana, a polarizzarsi anch’esso, mentre nella realtà della maggioranza delle persone è cambiato l’orientamento generale con la limitazione del consumo di carne animale e l’aumento di cibi a base vegetale.
In una parola, il popolo di mezzo che ha ridotto carne e pesce e aumentato il verde è a netta maggioranza rispetto ai ‘carnivori’ estremi e ai vegani. Il 1 novembre è il World Vegan Day, ed è un’occasione per parlare di fanatismo alimentare.
I nazi-vegani e i nazi-carnivori sono le due fazioni opposte del mondo dell’alimentazione, come li racconta Stefano Vendrame nel libro edito da Longanesi Carnivori o Vegani? I primi non sono i pacifici vegani che compiono serenamente le proprie scelte basate su motivi etici, filosofici, religiosi, di sostenibilità ambientale o salutistici bensì fondamentalisti che attaccano sistematicamente chi continua a consumare alimenti animali, considerandoli alla stregua di criminali. I nazi-carnivori non sono da meno, estremisti di diete paleolitiche, chetogeniche o carnivore. Accusano i vegani di vantare una insopportabile superiorità morale, li scherniscono come individui deboli e malaticci. A essere sotto accusa in questo caso è soprattutto il consumo sistematico di cereali e legumi che i nazi-carnivori considerano il male assoluto: alimenti per cui il nostro organismo non sarebbe evolutivamente predisposto, fonte di sostanze anti-nutrizionali e nel caso del frumento (pane, pasta e pizza) anche del terribile glutine che devasta l’intestino causando ogni sorta di infiammazione. In questo fondamentalismo trovano spazio fake news e strumentalizzazioni ad esempio la vitamina B12 che si può recuperare tranquillamente dai vegetali come sostengono i nazi-vegani o i carboidrati inutili e dannosi alla dieta secondo le teorie dei nazi-carnivori.
La verità come sempre è nel mezzo e l’autore sostiene che a oggi la scelta migliore è quella di essere ragionevolmente onnivori, vale a dire seguire una dieta a base principalmente vegetale ma con un consumo moderato di alimenti animali di buona qualità, ripensando però da cima a fondo il sistema di produzione del nostro cibo. Il nodo della questione, sostiene Vendrame, biologo nutrizionista il cui primo libro Trappole alimentari è stato nel 2024 tra i più venduti del settore, è quale posto può trovare il consumo di alimenti animali in un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile, tanto per la nostra salute, quanto per quella del pianeta, dell’ambiente, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
