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Un nuovo Milan anche negli scontri diretti, in cinque partite gli stessi punti di un anno fa

MILANO – Un segnale, non il primo, forte e chiaro. Il Milan c’è e fa sul serio, e ieri contro la Roma lo ha dimostrato una volta di più. Ha vinto 1-0, avrebbe potuto farlo in modo più largo. Ma quando siamo a un passo dall’ultima sosta invernale per le nazionali, il Diavolo ha ormai cancellato il caos dello scorso anno e si è costruito una corazza fatta di solidità difensiva, compattezza, anche produzione offensiva di livello. E, soprattutto, risultati. L’unico inciampo stagionale rimane quello al debutto con la Cremonese, da quel momento Allegri è imbattuto e continua a marciare a ritmo spedito. Pure negli scontri diretti, una delle (tante) debolezze della passata stagione.

Da 0,68 a 2,33 punti a partita negli scontri diretti

C’è un dato che certifica quanto il Milan sia cambiato rispetto a dodici mesi fa. Allora in un campionato intero aveva messo insieme 11 punti su 48 contro le prime otto della classifica (nell’ordine Napoli, Inter, Atalanta, Juve, Roma, Fiorentina, Lazio e Bologna). Una media di 0,68 punti a partita. Insomma, una miseria. In questo campionato, appena superata la decima giornata i punti raccolti contro quelle stesse squadre sono 14, media di 2,33 a gara. Una differenza enorme. E pure volendo levare dall’equazione la Fiorentina, che sta facendo enorme fatica, dopo neanche un terzo di torneo il Diavolo avrebbe già raggiunto gli 11 punti raccolti in totale lo scorso anno. Solo che stavolta mancano ancora 28 giornate per chiudere il cerchio.

Il fortino San Siro

Nel volo del Milan c’è da considerare anche questo dato: ha già giocato quasi tutti gli scontri diretti nel girone di andata, ora il calendario diventerà più morbido. Mancano solo Inter (il 23 novembre c’è il derby), poi Lazio (29 novembre) e Como (gara prevista per 20 dicembre, spostata a metà gennaio per la Supercoppa). Intanto Allegri ha battuto a San Siro il Bologna, il Napoli campione d’Italia e la Roma, oltre alla Fiorentina dell’ex Pioli. E in trasferta ha pareggiato con la Juventus e con l’Atalanta. Due partite diverse: a Bergamo mercoledì il pari è stato un punto guadagnato, a Torino il Diavolo ha sfiorato il colpaccio (rigore sbagliato da Pulisic e non solo). Sono tutti pezzi di un puzzle che vanno al loro posto. La strada è lunga, ma i segnali sono più che positivi. Max continua a parlare di obiettivo Champions, e fa anche bene a non alzare troppo l’asticella delle ambizioni. Almeno oggi. Certo questo ritmo, dovesse reggere, permetterebbe di sognare in grande.