“Stasera sarò allo stadio San Siro per tifare l’Italia confermando che ha ragione Gattuso ad invitare tutti a sostenere gli Azzurri. Ribadisco però che, quando ritengono, i tifosi “hanno il diritto anche di fischiare, purché senza violenza” e intendo né fisica né verbale”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa affida ad un post su Facebook il suo pensiero dopo il botta e risposta con il ct azzurro azzurro Gattuso.
Cosa è successo
Dopo la vittoria in Moldova, l’allenatore dell’Italia aveva attaccato i tifosi dell’Italia definendo “una vergogna i cori di contestazione”, parole che non erano piaciute a La Russa che aveva bacchettato Gattuso: “Non si può dire ‘vergogna’ a uno spettatore che fischia”. Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Norvegia – in programma questa sera a Milano – era arrivata la replica del ct della Nazionale: “Forse La Russa la partita non l’ha vista nemmeno in tv, sono d’accordo che i fischi vanno accettati, ma non erano fischi, erano molto più gravi e non si potevamo accettare”.
L’invito di La Russa
Il presidente del Senato ha usato i social per chiudere la polemica: “Io l’incontro l’ho visto all’aeroporto di Napoli su un tablet e non è emerso (nemmeno dalle dichiarazioni post partita) quello che solo ora il ct denuncia e cioè i gravissimi e inaccettabili attacchi personali che vanno non solo condannati ma, a querela, perseguiti penalmente. Sono comunque contento se questa piccola polemica ha aiutato a parlare meno della modestissima partita – il riferimento al post-Moldova – Dopo la gara con la Norvegia, se Gattuso vorrà, lo inviterò a pranzo in Senato, magari insieme a Walter Zenga, tirato in ballo (non dal ct) senza motivo”.
Gattuso e la replica a La Russa
Parlando a Radiorai iI ct ha detto: “Uno deve avere anche il coraggio di dire le cose, se vedo le cose storte le dico. Se non facciamo bene, è giusto prendersi i fischi, mi è capitato tante volte. Ma questo non è sport, questi non sono tifosi. Qui c’è di mezzo altro, qui si parla di politica. Io non sono uno che parla di politica, ho detto solo quello che ho sentito e devo ringraziare chi mi è stato vicino e mi ha fatto ragionare, se no avrei fatto peggio. Sono fatto così, in certe cose nella vita si può cambiare, in altre no. A casa mia si dice: pane al pane e vino al vino”.
