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Trentini, le toghe e la sicurezza, i rapporti con Mattarella e Trump: la conferenza stampa di Meloni

È durata quasi tre ore la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in cui ha blindato il governo – “solido”, no al voto anticipato – e in primis i suoi alleati Salvini e Tajani (“ha fatto miracoli”). In primo piano la politica estera a partire dal Venezuela: “Ci occuperemo di Trentini fino a quando la madre non lo riabbraccerà”. Sulla Groenlandia: “Non condividerei attacco di Trump”. Guerra in Ucraina: “Ue deve parlare con Russia, Salvini non è filoputiniano, posizione di Vannacci mi stupisce. Pd ha cambiato idea su truppe? Presenti mozione”. Si passa alle questioni interne. “Referendum il 22-23 marzo”, conferma la premier. “Legge elettorale sia condivisa, ma non escludo riforma a maggioranza”, aggiunge. Poi l’annuncio di un piano casa e una legge anti ‘maranza’: vieteremo a minori armi da taglio. Nonché un’autocritica sulla sicurezza: “Serve cambio di passo”. Attacco alle toghe (“spesso vanificano lavoro di forze dell’ordine e Parlamento”), a Anm sulla campagna per il No, e alla sinistra su Maduro e Hannoun (“Sempre dalla parte sbagliata della storia”). La tragedia di Crans-Montana, dove annuncia l’intervento dell’Avvocatura dello Stato, colpa dei “per soldi facili”. Esclude con una gag di puntare al Quirinale: piuttosto “lavorerei con Fiorello” e conferma i buoni rapporti con Mattarella con cui “non sempre è d’accordo”. La premier infine promette “fondi a Radio radicale” e di “seguire la vicenda Gedi per salvaguardia occupazione”.