I leader europei, tra i quali la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, riuniti nello Studio Ovale con Donald Trump, seduto dietro il ‘resolute desk’. Apparentemente un’immagine come tante, come quella che ritraeva l’incontro dello scorso agosto sull’Ucraina, se non fosse per un piccolo importante dettaglio. Sullo sfondo della stanza c’è una cartina geografica degli Stati Uniti e i suoi nuovi territori: Groenlandia, Canada e Venezuela coperti dalla bandiera a stelle e strisce.
La foto, creata grazie all’intelligenza artificiale, fa parte di una raffica di post sulla Groenlandia che il tycoon ha rilanciato su Truth a poche ore dal suo arrivo al forum economico di Davos. Post accompagnati da una serie di dichiarazioni incendiarie sulla necessità per gli Stati Uniti di controllare l’isola più grande del mondo. In un’altra immagine pubblicata sul social media, il presidente americano è ritratto mentre issa una bandiera Usa sul territorio autonomo accanto al vice presidente Jd Vance e al segretario di Stato Marco Rubio. Nella foto un cartello piantato nel terreno recita “Groenlandia, territorio Usa dal 2026”.
“Sarà un forum molto interessante”, ha dichiarato Trump prima di partire per la Svizzera aggiungendo di aver avuto “un’ottima conversazione con Mark Rutte riguardo alla Groenlandia”. Il commander-in-chief è convinto che “tutti sono d’accordo” sul fatto che l’isola è fondamentale per la sicurezza mondiale e che “gli Stati Uniti sono l’unica potenza che può garantire la pace in tutto attraverso la forza”. Secondo The Donald, che a Davos ha organizzato un incontro tra le parti, i leader europei non “opporranno troppa resistenza” alla sua annessione della Groenlandia. Un’affermazione che sarà verificata nelle prossime ore. Per intanto gli scambi con gli alleati sono sempre più tesi.
Secondo gli analisti, infatti, con la pubblicazione di quelle foto modificate con l’Ia e la rivelazione di messaggi privati – ad esempio quello di Emmanuel Macron su un vertice del G7 o quello in cui il segretario generale della Nato gli assicura di essere “impegnato a trovare una soluzione per la Groenlandia” – Trump ha reso più accidentata la strada verso un accordo. L’alta rappresentante della politica estera europea, Kaja Kallas, ha ribadito che l’isola “appartiene al suo popolo. “La Groenlandia è strategica. Non è un segreto. Nelle vicinanze si trovano importanti rotte sottomarine e al di sotto del suo territorio sono presenti minerali fondamentali per l’economia globale. Ma vorrei essere chiara: la Groenlandia appartiene al suo popolo”, ha dichiarato in un intervento all’eurocamera. “Nessuna minaccia di dazi doganali potrà cambiare questa situazione. La sovranità non è negoziabile”. “Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Trump creano una situazione che non abbiamo mai vissuto prima.
La nostra risposta deve essere quella di mantenere la calma, difendere la nostra posizione e agire in modo unito”, ha incalzato Kallas. Anche il Canada ha preso le distanze da Washington con il premier Mark Carney che ha detto di schierarsi “completamente” al fianco di Groenlandia e Danimarca e invitato le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive, senza tuttavia nominare gli Stati Uniti.
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