BOLOGNA – Nell’approssimarsi di Art City Bologna 2026, in programma dal 5 all’8 febbraio, il Museo Morandi inaugura il 20 gennaio alle 18 la mostra “Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni”, a cura di Daniel Blanga Gubbay che, per la prima volta, mette in dialogo diretto la pittura di due grandi artisti del XX e XXI secolo: la scrittrice e pittrice libanese Etel Adnan (1925 – 2021) e il pittore bolognese Giorgio Morandi (1890 – 1964).
“Nel lavoro di Morandi ho sempre percepito una profonda fascinazione per la vibrazione del colore: – ha spiegato il curatore alla presentazione del progetto – la sua capacità di catturare una contemplazione silenziosa, lo scorrere del tempo, oggetti che trattengono la luce e il movimento pur nella stabilità delle forme. Parallelamente conoscevo da tempo l’opera di Etel Adnan, l’ho incontrata inizialmente attraverso la sua scrittura poetica e solo successivamente attraverso la pittura.
Dipingeva su tavolo, usando la spatola: un gesto fondamentale che ha dato origine a quelle campiture dense e vibranti che caratterizzano il suo lavoro”.
In mostra si possono ammirare, fino al 3 maggio, 10 dipinti di Morandi (tra i quali 2 paesaggi risalenti al 1935 e al ’42, altri 2 ripresi dalla sua casa di via Fondazza e alcune nature morte) e 8 di Adnan.
“Non avendo studiato arte, Adnan rivendicava una libertà totale nella sperimentazione e nell’accostamento dei colori. – Ha aggiunto Gubbay -. Se Morandi lavora su una gamma tonale fatta di grigi e verdi, con variazioni minime e impercettibili della luce, Adnan costruisce la vibrazione attraverso forti contrasti cromatici. Tuttavia, per entrambi la vibrazione nasce da un gesto di contemplazione e attenzione. Nelle opere di Adnan ricorre spesso il tema della montagna: lei stessa diceva che l’incontro più importante della sua vita era stato con una montagna, ‘teacher of presence’, capace di assorbire il mutare della luce e del tempo”. L’allestimento, con la scelta di un rosa caldo e mediterraneo, mira a creare un ambiente unitario che amplifichi la vibrazione cromatica di Adnan e faccia emergere, per contrasto, nuove tonalità anche nel lavoro di Morandi. “Vibrazione” è il cuore della mostra: una qualità che nasce dall’incontro tra colore, tempo e contemplazione, e che “oggi, in un mondo accelerato, ci invita a fermarci, a osservare, a essere testimoni della realtà”.
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