«Sono contento che anche a Melbourne ci sia tanta Italia», sorride Jannik. Mai così tanta: per la prima volta, nella storia degli Australian Open, tre azzurri raggiungono gli ottavi dello Slam che inaugura la stagione. «Almeno uno di noi arriverà ai quarti», dice.
Lunedì è in programma il derby tra Sinner e Darderi, che ha appena battuto il russo Kachanov (testa di serie numero 15) al termine di un match impeccabile: «Sarà una partita interessante, perché Luciano è un ottimo tennista e sa fare un po’ di tutto: serve bene, gioca ogni punto, è un vero combattente», continua il numero 2 del mondo. «Dovrò alzare il mio livello. Per fortuna ho un giorno e qualcosa di più – oggi abbiamo cominciato molto presto – per recuperare. Arrivare alla seconda settimana a Melbourne è comunque un successo, perché nella prima il torneo lo puoi solo perdere. Devi sopravvivere: ci sono riuscito». Il campione altoatesino conferma le parole dette alla fine del match sofferto, per il troppo caldo, le temperature che hanno sfiorato i 40 gradi, il tetto chiuso: «A un certo punto la situazione non era semplice, ma sono rimasto calmo e positivo. Se mi fossi lasciato andare alle emozioni, forse sarebbe andata diversamente. Il tennis è un gioco mentale».
Musetti, cuore caldo e grazie mamma
Cabeza frìa, corazòn caliente: lo ha scritto Lorenzo Musetti, evidentemente ispirato dal nuovo coach spagnolo, José Perlas. Testa fredda e cuore caldo: «È la prima volta nella mia carriera che raggiungo gli ottavi a Melbourne (10 anni fa vinse il titolo junior e ora sfiderà Fritz), devo ringraziare anche il mio allenatore storico, Simone Tartarini, e il preparatore atletico Damiano Fiorucci: stamani abbiamo preparato il match anche con loro, al telefono perché per problemi personali hanno dovuto rientrare in Italia. Le loro difficoltà, in qualche modo, mi hanno responsabilizzato. Sono orgoglioso: con Machac è stata una vittoria di carattere e fisica, un bel test superato». Al termine del primo set, perduto, aveva rotta la racchetta per frustrazione. «A un certo punto servivo come mia madre (ti voglio bene, mamma…) ma sono riuscito a ritrovare il mio movimento, a non andare di fretta, anche grazie a un lancio di palla più alto. Ho trasformato la mia rabbia in energia positiva».
Darderi
Per Luciano Darderi, numero 25 del ranking Atp, vincere il primo match nel torneo australiano era già successo. «Arrivare alla seconda settimana, un sogno». E affrontare Sinner negli ottavi? «Un regalo. In questo momento, Jannik e Carlos sono i dominatori del circuito: sarà una bella esperienza bella, cercherò di dare il massimo rimanendo sempre concentrato su me stesso». Dicevano fosse soprattutto un giocare da terra rossa, invece. «Mi sono allenato sul cemento, e i progressi sono evidenti: al di là dei risultati, ho acquisito fiducia». Ringrazia lo staff, guidato dal padre, Gino. «Ce li meritiamo, questi risultati: stiamo lavorando con qualità e costanza».
