Gli stereotipi di genere non nascono con i bambini: si apprendono. Si assorbono dalle storie che ascoltano, dai modelli che osservano, dalle aspettative che, spesso senza accorgersene, gli adulti proiettano su di loro fin dai primi anni di vita. È da questa consapevolezza che nasce Storie Spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition, il primo progetto italiano su larga scala dedicato alla decostruzione degli stereotipi di genere nella scuola primaria,
Capofila del progetto è Fondazione Libellula, insieme a Francesca Cavallo – autrice di riferimento internazionale sui temi dell’educazione e degli immaginari per l’infanzia – e al partner ScuolAttiva Onlus, onlus impegnata da anni nel portare percorsi educativi e sociali nelle scuole.
A monte c’è ‘Storie Spaziali per Maschi del Futuro’, scritto e pubblicato nel 2024 da Francesca Cavallo, è una raccolta di fiabe che, per la prima volta a livello internazionale, affronta gli stereotipi di genere che danneggiano non solo le bambine, ma anche i bambini maschi, mettendo in discussione modelli tradizionali di maschilità legati all’ideale del principe azzurro e del supereroe. Attraverso la narrazione, il libro apre spazi nuovi per immaginare un maschile capace di fragilità, ascolto ed empatia, offrendo a bambine e bambini modelli più liberi e inclusivi.
Da questo lavoro narrativo nasce il progetto didattico, con l’obiettivo di offrire all’Italia un protocollo pionieristico di prevenzione della violenza di genere, sviluppato nelle scuole primarie e replicabile su larga scala. Un progetto culturale, di lungo periodo, che agisce sull’educazione e sugli immaginari per intervenire prima che i ruoli di genere si irrigidiscano e gli stereotipi diventino regole non scritte. Un progetto che porta nelle scuole primarie italiane strumenti concreti per lavorare su equità, rispetto ed educazione emotiva fin dall’infanzia.
Perché partire dalle scuole primarie? È proprio durante la scuola primaria che si strutturano le prime rappresentazioni del maschile e del femminile, le idee su forza, fragilità, emozioni, ruoli e relazioni. Intervenire in questa fase significa agire sulla prevenzione, prima che gli stereotipi diventino disuguaglianze e, nei casi più estremi, violenza. La scuola pubblica, presidio fondamentale del tessuto sociale italiano, diventa così il luogo da cui partire per costruire un cambiamento culturale profondo e condiviso.
Il progetto prende avvio con una fase pilota che coinvolgerà 250 classi delle scuole primarie entro il 2026 in tutta Italia, con particolare attenzione alle aree più periferiche e vulnerabili. Un intervento che raggiungerà 12.500 bambine e bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 persone appartenenti alla comunità educante, con l’obiettivo di generare un impatto culturale capillare e duraturo.
“Per anni – dice Francesca Cavallo – dopo ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli’, mi sentivo chiedere: “E per i maschi?”. Era una domanda che trovavo irritante, e ci ho messo qualche anno a capire che segnalava un bisogno enorme. Lavorare sul maschile significa liberarlo da modelli che fanno male anche ai bambini. Con questo progetto chiediamo ai maschi di essere pionieri: non di aderire a un modello, ma di immaginarne uno nuovo, che non abbia paura della gentilezza, della vulnerabilità e dell’ascolto. Vogliamo offrire a genitori, famiglie, educatori ed educatrici di tutta Italia una visione diversa, per vivere il viaggio verso la parità di genere non come una lotta delle donne contro gli uomini, ma come un viaggio di liberazione reciproca”.
Dice Francesca Panigutto di Fondazione Libellula: “La violenza di genere non nasce all’improvviso: si costruisce nel tempo, spesso a partire da stereotipi e modelli relazionali appresi molto presto. La scuola primaria è il luogo in cui si formano le prime idee su sé stessi, sugli altri, sulle emozioni e sulle relazioni. Con Storie Spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition portiamo nelle scuole il primo grande progetto italiano dedicato alla decontrazione degli stereotipi di genere nella scuola primaria. Lavoriamo su rispetto, consenso, ascolto ed empatia, usando il linguaggio più vicino ai bambini e alle bambine: quello delle storie. Educare fin dall’infanzia significa investire nel lungo periodo e costruire le basi per relazioni più sane, libere e consapevoli“. “Crediamo che la scuola rappresenti il primo e più importante spazio di costruzione delle relazioni umane e per questo deve diventare sempre di più un ambiente educativo capace di accompagnare i più piccoli nella scoperta di sé e nella costruzione di relazioni consapevoli.” aggiunge Daniela Pontecorvo di ScuolAttiva Onlus.
Dopo il lancio istituzionale, Storie Spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition entrerà concretamente nelle scuole e nei territori attraverso un roadshow nazionale previsto per il mese di aprile, con tre tappe rappresentative: Milano, Roma e Lecce.
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