Dortmund – Il calcio non sempre è una favola, e non tutti gli arcobaleni portano a un tesoro. Quello disegnato dal magico sinistro di Federico Dimarco ha sì permesso all’Inter di vincere contro il Borussia Dortmund, ma non ha avvicinato i nerazzurri al miraggio della qualificazione diretta. Quella punizione perfetta, arcuata e sinuosa, progettata per volare sopra la barriera e scendere in porta, ha portato l’Inter a quota 15 punti, a due passi dall’ultimo posto utile. E a nulla è servito il 2-0 segnato nel recupero da Diouf: quello che serviva ai nerazzurri per strappare un pass per gli ottavi ed evitare i play-off avrebbe dovuto segnarlo il Napoli per permettere il sorpasso sual Chelsea: ci è andato vicino l’odiato ex Lukaku, e sarebbe stata una storia da raccontare. Alla squadra di Cristian Chivu ora toccherà giocare due partite di spareggio, contro Bodø/Glimt o Benfica: la prima in trasferta il 17 o il 18 febbraio, pochi giorni dopo la sfida alla Juventus, e la seconda il 24 o il 25 in casa: è questo l’unico vero vantaggio di arrivare ai play-off da teste di serie. Ma resta il rimpianto dei punti persi con Atletico Madrid e Liverpool, più che con l’imprendibile Arsenal. Negli eventuali ottavi, potrebbe incontrare un’altra big inglese, il Manchester City, o il più abbordabile Sporting.
Primo tempo con più Dortmund
Nel primo tempo, sotto una neve intermittente, ha fatto qualcosa di più il Borussia Dortmund, ma per fortuna dell’Inter Guirassy ha deciso di passarla a Sommer anziché tirare. I nerazzurri si sono inceppati sulla trequarti, dove le cose più belle le hanno fatte Mkhitaryan e Bisseck, che è spesso salito a dare una mano. Ma non è bastato a placare Chivu, che chiedeva molto di più, soprattutto ai cinque più freschi, che non erano partiti titolari contro il Pisa. Fuori Bastoni e Lautaro, entrambi diffidati. Attacco affidato a Thuram e Bonny, come era successo solo contro il Lecce e in Supercoppa col Bologna. Un’operazione riuscita a metà: i due francesi si somigliano, ma non sempre si pigliano.
Dimarco indirizza la sfida verso l’Inter
Nella ripresa, Chivu ha provato a correre ai ripari, togliendo il ragazzo ex Parma e inserendo l’ancor più giovane Pio Esposito, a cui una chiusura strepitosa di Bensebaini ha negato il gol. Ma a sbloccare la partita alla fine ha pensato Dimarco, capitano di serata. La stessa classifica che ha fatto un dispetto all’Inter, negandole la qualificazione, potrebbe averle dato una mano sul mercato. L’eliminazione del Psv Eindhoven, battuto in casa dal Bayern, potrebbe convincere il club olandese a liberare Perišić, ex mai dimenticato e perfetto rinforzo per la fascia destra. Se l’affare non si farà, la prima alternativa è Moussa Diaby, francese classe 1999, ex Aston Villa oggi all’Al-Ittihad, che nell’estate del 2024 ha speso 65 milioni per il suo cartellino. «Sono tanti soldi, e per questo non sarà facile portarlo via», ha sintetizzato Marotta. Un incastro legato al destino di Luis Henrique, corteggiato dalla Premier League, con il Bournemouth pronto a mettere sul piatto una trentina di milioni. Proprio quelli che servirebbero per esercitare il diritto di riscatto per Diaby, che a Milano arriverebbe in prestito.
