“È il momento storico per ri-disegnare strumenti e potenzialità del Soft Power come potere della persuasione e potere della reputazione”. È quanto emerge dal rapporto presentato dal Soft Power Club in occasione della settima conferenza sul Soft Power, al Centro convegni di Banca d’Italia a Roma.
“Siamo qui per stabilire che il soft power ha un valore economico. Che può avere un effetto positivo sulle esportazioni e sulla credibilità internazionale. Che con il soft power – potere dolce, diverso dal potere forte, hard power – un Paese può guadagnare, in ogni senso, può migliorare la crescita e il benessere economico”. Così Francesco Rutelli, presidente del Soft Power Club.
Serhan Cevik, Senior Economist del Fondo Monetario Internazionale, ha presentato il suo modello per misurare il Soft Power Index, che calcola come una serie di parametri (stabilità di governo, spese per l’istruzione, accessi a Internet, marchi e brevetti, siti Unesco, medaglie olimpiche e molti altri) possano avere forte impatto economico, su competitività e crescita.
“Dare forza – continua il rapporto – a forme innovative di esercizio dell’Influenza politico-diplomatica, di commerci operosi ed aperti, della cultura e della diplomazia culturale, insieme ad esercizi rilevanti come la promozione dell’efficacia del Soft Power del cibo (come di quello dello sport). Sono elementi presenti e rilevanti, la cui importanza è offuscata però da una pericolosa rincorsa allo smantellamento delle regole condivise”.
“Soft Power è anche chiedere trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale, nell’utilizzo dei dati sulla sicurezza e la finanza e contrastare le campagne basate sulle fake news”. Così Rutelli nell’Aula dei gruppi della Camera, nella seconda giornata della conferenza dedicata all’Intelligenza artificiale ‘migliorare l’informazione e contrastare la disinformazione’. “L’intelligenza artificiale non va considerata una minaccia, è una imprescindibile opportunità, accordata con l’umanesimo e la cultura. Soft Power è potere della persuasione e della reputazione; significa diplomazia culturale, in un momento in cui sembrano prevalere poteri dì prevaricazione e sopraffazione. Vogliamo promuovere un multilateralismo efficace, che ad esempio non si ponga velleitariamente ’56 Obiettivi per il futuro’, ma individui i temi fondamentali, come l’adattamento ai cambiamenti climatici, non solo la denuncia di crolli e disastri; il governo delle nuove tecnologie, con accordi internazionali per prevenire le minacce degli algoritmi bellici, biologici e nucleari”.
