Il tumore al pancreas, la malattia che ha colpito Enrica Bonaccorti, resta una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e trattare. In Italia, negli ultimi anni, i casi sono in aumento e la mortalità continua a crescere, rendendo questa patologia una delle più complesse da affrontare in oncologia.
Secondo i dati disponibili, in un decennio le diagnosi sono aumentate del 21%: si è passati dai circa 12.200 casi registrati nel 2013 ai quasi 14.800 nel 2023. A differenza di quanto avviene per molte altre forme di tumore, anche la mortalità non mostra segnali di riduzione. Tra il 2007 e il 2019 si sono registrati più decessi rispetto alle stime attese: 1.344 in più tra gli uomini (+1,9%) e 4.816 tra le donne (+6,9%).
Uno dei motivi principali della gravità di questa malattia è legato alla posizione del pancreas, un organo profondo dell’addome che rende più difficile individuare precocemente eventuali lesioni. Inoltre non esistono programmi di screening efficaci per la popolazione generale. Per questo la malattia viene spesso diagnosticata quando è già in fase avanzata. I sintomi iniziali sono infatti poco specifici e possono essere confusi con disturbi comuni: dolore allo stomaco o alla schiena, difficoltà digestive e perdita di peso. Solo circa il 20% dei tumori pancreatici viene individuato in fase iniziale, quando l’intervento chirurgico può ancora offrire possibilità di guarigione.
Negli ultimi quindici anni i progressi nelle terapie sono stati limitati, ma qualche passo avanti è stato compiuto sul fronte chirurgico. In circa un terzo dei pazienti operabili oggi è possibile ricorrere a tecniche mininvasive, che consentono interventi meno traumatici, tempi di recupero più rapidi e una migliore qualità della vita dopo l’operazione.
“Ad oggi non vi sono metodi per la diagnosi precoce di questa malattia molto aggressiva, in grado di creare metastasi quando è ancora di piccole dimensioni – spiega Gian Luca Baiocchi, responsabile scientifico di RicerChiAmo Onlus, direttore della Chirurgia Generale della Asst di Cremona e Ordinario di Chirurgia all’Università degli Studi di Brescia -. Spesso sintomi come dolore allo stomaco e al dorso, maldigestione e dimagrimento vengono confusi con quelli di altre patologie. Investire nella ricerca è l’unica strada per affrontare un tumore che rappresenta un vero e proprio problema sociale”.
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