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Donald al match di lotta con la famiglia mentre fallisce il negoziato

Sabato sera, mentre JD Vance annunciava da Islamabad che 21 ore di negoziati con l’Iran non avevano portato a nulla, Donald Trump era seduto in un’arena di Miami per assistere ad un incontro di lotta estrema, una delle sue passioni. Circondato da tre dei suoi figli – Ivanka, Don jr e Tiffany -, dal segretario di Stato Marco Rubio, dall’ex vice direttore dell’Fbi, Dan Bongino, e dal podcaster di destra da Joe Rogan, il presidente è rimasto impassibile per circa un’ora e mezza a veder schizzare sangue e sudore dai lottatori che si picchiavano selvaggiamente.

Non è chiaro se a quel punto il tycoon fosse già stato informato del fallimento dei negoziati. Vance ha detto di essere stato in contatto con Trump “costantemente” durante la trattativa ma secondo la ricostruzione del New York Times The Donald non avrebbe parlato mai con il suo vice, delegando il compito a Rubio.

Dalle immagini riprese durante l’incontro di lotta si è visto ogni tanto il segretario di Stato sussurrare qualcosa all’orecchio del presidente che tuttavia non ha tradito alcuna emozione. Trump si è invece concesso ai fotografi, sorridente, e ai vincitori del match, con un pollice alzato. A un certo punto ha sorriso, alla vista dello spot pubblicitario per l’incontro di lotta estrema che, per la prima volta nella storia, si terrà quest’estate alla Casa Bianca. “La storia è fatta di idee rivoluzionarie”, uno degli slogan che mostrava diverse inquadrature degli esterni della residenza presidenziale.

Nel momento in cui Vance iniziava la sua conferenza stampa in Pakistan il commander-in-chief se ne stava immobile a bordo gabbia, con le mani lungo i fianchi, mentre il vincitore dell’incontro esultava. E mentre il vice presidente annunciava che non era stato “raggiunto un accordo”, il presidente e Rubio guardavano il maxi schermo dove venivano trasmessi i momenti salienti del combattimento. Quando il suo numero due ha preso il volo da Islamabad con le pive nel sacco, Trump è rimasto nell’arena ad ascoltare i sostenitori urlare il suo nome.

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