Chi si è trovato a passare a ora di pranzo del 23 dicembre per il quartiere Agdal di Rabat, può aver ricevuto una gradita sorpresa: un invito allo stadio per vedere la partita della Coppa d’Africa tra RD Congo e Benin all’Al Medina Stadium, il nuovissimo impianto costruito proprio per il torneo al posto del vecchio Al Barid. Certo, nei posti più economici – quelli dal costo di 200 dirham, poco più di 18 euro – ma senza mettere mano al portafogli. Gli organizzatori del torneo che si sta giocando in Marocco hanno aperto le porte degli stadi, distribuendo biglietti gratuiti, per riempire le tribune ed evitare quell’effetto assai triste che, per esempio, davano gli spalti ricoperti dai teloni nell’Al-Awwal Park di Riad, durante la finale di Supercoppa italiana tra Napoli e Bologna.
Le televisioni non vogliono le tribune vuote
“La competizione del popolo”. Questa è la frase che ha rapidamente fatto il giro dei social dopo la prima decisione in tal senso, lunedì 22 dicembre, ad Agadir, sede della sfida tra Egitto e Zimbabwe, finita 2-1. Distribuzione gratuita di massa per la felicità di tutti, anche di chi aveva già pagato il biglietto per la partita. Perché uno stadio mezzo vuoto non piace a nessun tifoso. Ma, soprattutto, non piace alle televisioni, che dettano legge e pretendono l’entusiasmo sempre alle stelle, in un modo o nell’altro. I prezzi dei biglietti, in realtà assai contenuti, sono stati fissati da mesi dalla Confederazione Africana di Calcio e non variano a seconda delle partite. Inevitabile la conseguenza: le partite del Marocco padrone di casa e della vicina Algeria sono sempre sold out, mentre altri incontri – come, appunto, Congo-Benin, giocata alle 13.30 – non attirano molto pubblico. E così, rileva la francese , i biglietti dei match sono stati distribuiti gratuitamente fuori dallo stadio ai passanti e agli abitanti del quartiere.
Le autorizzazioni per la sicurezza
Prima, però, deve ovviamente essere chiesta l’autorizzazione delle forze dell’ordine, per motivi di sicurezza. La presenza degli agenti è massiccia all’interno e fuori dagli stadi e finora non c’è stato alcun problema di ordine pubblico.
