Per Arianna Fontana (plurimedagliata nello short track) sarà la seconda volta. Con lei Federico Pellegrino (veterano del fondo) per Milano, mentre per Cortina ci saranno Federica Brignone (già una leggenda dello sci) e Amos Mosaner (campione del curling). L’Italia si fa in quattro nella scelta dei portabandiera nelle cerimonie di apertura dei Giochi invernali il prossimo 6 febbraio. L’Olimpiade invernale, tornata in Italia dopo 20 anni, entra già nella storia del movimento olimpico perché per la prima volta un Paese schiererà quattro atleti come portabandiera nella Cerimonia di Apertura: un primato assoluto che rende la scelta del Coni unica nel panorama mondiale.
Le dieci condizioni che hanno portato alla scelta
L’annuncio del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, insieme al segretario Generale, Carlo Mornati, e al vicepresidente, Marco Di Paola, nel corso della presentazione ufficiale svoltasi al Foro Italico e intitolata ‘Dieci mai per una scelta’. Dieci condizioni, sportive, simboliche e valoriali che hanno guidato la scelta. Mai l’Italia aveva schierato una coppia di atleti nella cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali (per la prima volta si svolgerà in due sedi diverse con Fontana-Pellegrino a San Siro e Brignone-Mosaner a Cortina) e nessun Paese aveva affidato la propria bandiera a quattro atleti. Mai a sfilare con il Tricolore alle Olimpiadi Invernali è stato un atleta delle Fiamme Oro né a farlo era mai stato un atleta nato in Valle d’Aosta così come non era mai accaduto che fosse un atleta nato in Trentino. E ancora non è mai stata portabandiera un’atleta nata nella città italiana sede dei Giochi (Estivi o Invernali). Inoltre nessun membro del Consiglio Nazionale del Coni aveva mai sfilato con il simbolo del Paese; né un atleta del curling; o una “figlia d’arte” in gara nella stessa disciplina della madre o del padre.
Arianna Fontana insieme ad altre leggende dello sport
Così come mai, fino ad ora, un’atleta donna italiana era stata scelta due volte come portabandiera. E’ il caso di Arianna Fontana che raggiunge nella storia olimpica dell’Italia ‘monumenti’ come Ugo Frigerio (atletica), Edoardo Mangiarotti (scherma), Gustav Thoeni (sci alpino) e Paul Hildgartner (slittino) che erano stati, per due volte, alfieri.
Le parole di Luciano Buonfiglio
“Brignone mi ha chiamato giovedì ed ero più emozionato di lei, mi ha detto ‘penso di farcela, mi rendo conto ma ho tanto affetto attorno’. Le ho detto che la fatica più grande per lei è quella di restare distaccata da tutto. Mi ha chiesto di dire alla comunicazione di non pressarla troppo. Era molto molto contenta”, ha rivelato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio che ha sottolineato il bis della Fontana: “Quante olimpiadi ha fatto e ha vinto? Dobbiamo trarre ispirazione da queste persone”. E poi Mosaner “che ha la medaglia già guadagnata per la riservatezza” e Pellegrino “con ci siamo sentiti più volte, ora è impegnato in allenamento ma mi ha mandato un bel messaggino ‘Grazie Pres'”. Per il numero uno del Coni “è stata l’armonia la chiave di sviluppo di questi Giochi e ispirandomi ho fatto questa scelta ragionando in maniera asettica, con filosofia e criterio tenendo conto di vari requisiti e avendo equilibrio di rappresentatività”.
L’emozione di Federica Brignone
Gli alfieri non trattengono l’emozione, una su tutti Federica Brignone che passo dopo passo sta raggiungendo il suo sogno, quello di partecipare ai giochi provando ad essere protagonista: “Dal giorno dell’infortunio è stata la motivazione per lottare e rialzarmi”. Per Fontana “poter rappresentare nuovamente il mio Paese è una fortuna e non me l’aspettavo”, per Pellegrino, con con Arianna sarà portabandiera a Milano, “essere il primo atleta valdostano a rivestire questo ruolo onorando il Gruppo Sportivo Fiamme Oro mi inorgoglisce”. E poi c’è Mosaner che conquistò l’oro nel doppio misto quattro anni fa con Stefania Constantini. L’azzurra non è stata di certi dimenticata e per lei, ha assicurato Buonfiglio, le verrà riservata una nobile sorpresa. Così come per Sofia Goggia, che per uno scherzo del destino dovette rinunciare a sfilare come portabandiera a Pechino per un infortunio. Sarà lei l’atleta che alzerà il Tricolore sui Giochi più azzurri di sempre.
