La questione è la competenza (poca), gelosia (tanta), voglia di protagonismo (moltissima). Ma per sintetizzare Capello usa un termine forte: mafia. Dice letteralmente: gli arbitri sono una mafia.
Gli arbitri
Il cronista di gli chiede del caso Barcellona, di Negreira e di Var. Ed è soprattutto questo a far infuriare l’ex allenatore di Real Madrid, Milan e Juventus. perché se sullo scandalo del presidente degli arbitri spagnolo pagato dal Barcellona si fa una risata dicendo: “Pensate quanto eravamo forti, ci volevano fermare così e non ci sono riusciti” e su Calciopoli: “Lì non c’erano soldi, e la Juve ha pagato con la retrocessione, siete voi spagnoli che non sapete prendere provvedimenti” sul Var non si trattiene. O meglio prima ci prova: “Lascia perdere, lascia perdere – dice la giornalista – perché questo è un argomento che mi fa davvero infuriare”.
Il Var
Ma il cronista non lascia perdere e insiste. Gli chiede se non sia meglio lo stile di arbitraggio inglese e sia giusto importarlo nei campionati spagnolo o italiano: “No, no. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il Var, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi… E molte volte prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché hai fischiato?! Se io sono alto 1,90 metri e l’altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso. Tutta questa storia mi fa impazzire, assolutamente impazzire”.
I 20 espisodi analizzati con l’Uefa
E racconta un espisodio clamoroso svelando un numero che sbalordisce e dovrebbe far riflettere: “Insieme alla UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori. Esaminate da ex giocatori e allenatori 6 di queste erano rigori e 14 no”.
