È il 28 marzo del 1976, in un’Italia in bianco e nero, con ancora strascichi del periodo dell’austerity, quando sulla Rete 2 arriva un programma dirompente che rimarrà nella storia della Tv: “L’altra domenica” di Renzo Arbore e Ugo Porcelli. “Sono passati cinquant’anni da quel giorno e sono decisamente celebrazioni a cui non credevo di arrivare, tantomeno a questa età ancora orgoglioso di essere riscoperto, il mio renzoarborechannel.tv è molto visto sui social”, dice all’ANSA Renzo Arbore, nello splendore dei suoi 88 anni, portati con lo spirito del maestro ma anche dell’immarcescibile ragazzo. “Con il video di una meravigliosa canzone napoletana che cantammo con Gino Paoli condivisa in questi giorni abbiamo raggiunto un milione di contatti”.
“L’altra domenica era un programma estremamente innovativo – racconta Arbore -, rivoluzionario, perché non esisteva un simile rotocalco di spettacolo nazionale e internazionale. Dietro c’era in qualche modo un mio atteggiamento personale che mi portavo dalla provincia in cui ero nato, volevo sprovincializzarmi. La tv allora era molto casalinga, noi invece parlavamo di Londra, Parigi, New York. ‘Domenica in’, che poi ‘in’ sta proprio per dentro, in casa, nacque ad ottobre per fare concorrenza a L’altra domenica”.
A cinquant’anni da quell’esordio, Rai Cultura lo ricorda con una programmazione dedicata proprio nel giorno dell’anniversario, sabato 28 marzo su Rai Storia. Si comincia alle 12.00 con “L’altra domenica: qui comincia l’avventura”, una breve antologia dei primi passi in bianco e nero. Arbore conduceva “in tandem” con Maurizio Barendson, caporedattore della redazione sportiva del Tg2, e a firmare i servizi erano lo stesso Arbore, Gianni Minà, Francoise Riviere da Parigi, Michel Pergolani da Londra e addirittura Gianni Brera.
“Tra le cose più innovative erano le corrispondenti, tutte donne, per la prima volta giornaliste, non vallette – racconta ancora Arbore – da Milly Carlucci ad Isabella Rossellini, a Silvia Annichiarico. Abbiamo lanciato tanti personaggi, ma forse la caratteristica principale è stata quella della primogenitura: c’era il cruciverbone, il quiz del pubblico non come la cabina di Mike, ma si poteva chiamare direttamente il 3139 e parlare con me, c’era il trio delle Sorelle Bandiera le prime en travesti della tv italiana che piacevano anche ai bambini, a carnevale tutti si travestivano da Sorelle Bandiera. C’era poi la musica, con i musicisti di strada Otto e Barnelli.
Debuttarono da noi da De André a Vasco Rossi, a Paolo Conte, tutti dal vivo mentre allora la tv era tutta in playback. Poi c’erano i servizi sul set del cinema, da Salce a Corbucci, il debutto di Roberto Benigni come critico cinematografico. Lo slogan era ‘razzolare nell’inconsueto’. Alla tv di oggi servirebbe una programma così, con la ricerca di talenti, di inventori. Oggi quella formula si potrebbe rifare in tv se ci fosse qualcuno capace”.
Sabato 28 su Rai Cultura a seguire “L’altra domenica essential”, un’antologia di “Musica nazionale ed estera, ricchi premi e cotillons” con i “momenti di gloria” della trasmissione di Renzo Arbore. Alle 16.30, “L’altra domenica”, le corrispondenze dall’Italia e dal mondo. Il sabato si chiude alle 17.45 con “L’altra domenica una tantum”: l’unica puntata serale andata in onda il 4 marzo 1979 per festeggiare le 100 puntate della trasmissione e il successo di critica e di pubblico raccolto in tre anni.
“Arrivammo alle cento puntate, con un successo clamoroso di pubblico e anche di stampa. L’ultima puntata andò di sera. Devo dire la verità che io ho sempre fatto la scelta di cercare un pubblico limitato, avevo fatto la mia missione di fargli conoscere tante cose e capii che era il momento di smettere quando aveva ancora tanto successo. Fichera, che era allore direttore di Rai2, ci convocò al ristorante per convincerci ad andare ad avanti”.
Dove è finito oggi quello spirito? “Un po’ c’era lo spirito che c’è oggi sui social, anticipava il mio renzoarborechannel.tv. Con il duetto con Paoli stiamo arrivando ad un milione di condivisioni. Gino che canta napoletano meravigliosamente…”. Vi sentivate con Paoli? “Sì, ci sentivamo ma saranno stati otto dieci mesi che non lo sentivo più, era irraggiungibile, aveva staccato anche con amici comuni, molto dopo la morte del figlio. Ma le ultime volte che ci siamo sentiti era ancora tanto brillante”.
Ancora su Rai Storia continua la celebrazione domenica 29 marzo alle 16.00 con l’intervista del 1979 di Nico Orengo a Renzo Arbore sulle sue passioni musicali, sulla sua vita e su “L’altra domenica” in “Buonasera con Renzo Arbore”, e a seguire l’ultima puntata del programma del 27 maggio 1979, con tutti i personaggi in studio e Benigni, assoldato da Renzo Arbore nella stagione 1978/79 con il compito di fare critica cinematografica, ma con il risultato di esilaranti battibecchi. Si chiude alle 18.00 con “Milly Carlucci e Mimma Nocelli, le ragazze parlanti”, volti femminili che hanno fatto la storia della tv.
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