Il 10 ottobre 1985 dei caccia statunitensi costrinsero ad atterrare nella loro base militare di Sigonella, vicina a Catania, l’aereo egiziano che trasportava i quattro palestinesi che avevano sequestrato la nave da crociera italiana Achille Lauro, il dirigente dell’Olp Mohammed Abu Abbas e un suo aiutante. Sulla pista della base di Sigonella, un commando di marines circondò con le armi spianate l’aereo.
Li comandava il tenente colonnello Oliver North, un uomo a cui la Casa Bianca affidava le missioni più rischiose, e che successivamente acquisterà una fama mondiale con lo scandalo ”Iran-contras” che gli troncò la carriera. Bettino Craxi venne informato di quel che stava accadendo a Sigonella, e diede ordine di impedire che i terroristi palestinesi venissero catturati dagli statunitensi. Intervennero così i carabinieri italiani che fronteggiarono, armi in pugno, i marines.
Momenti di tensione altissima, ma alla fine a cedere furono gli americani, che si ritirarono lasciando agli italiani i terroristi palestinesi. Il 12 ottobre, Abu Abbas e il suo aiutante partirono, liberi, per Belgrado, mentre gli Usa inviarono una vibrante protesta al governo italiano. Non senza conseguenze per gli equilibri politici nazionali: il Pri uscì dalla maggioranza e i suoi ministri (Giovanni Spadolini, Oscar Mammì e Bruno Visentini) si dimisero dal governo.
Le cose si aggiustarono dodici giorni dopo, a New York, con un incontro di Craxi con Ronald Reagan. Al ritorno in Italia, il leader socialista diede vita ad un nuovo governo, e la sua popolarità raggiunse l’apice, anche in quella sinistra che lo aveva spesso guardato con sospetto e ostilità.
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