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“Ecco i missili nucleari ipersonici stazionati da Mosca in Bielorussia”

LONDRA – Due studiosi americani hanno localizzato una base in Bielorussia, 300 chilometri a est di Minsk, in cui la Russia ha quasi certamente stazionato o si prepara a stazione missili nucleari ipersonici. Vladimir Putin aveva annunciato l’intenzione di stazionare nel vicino di casa slavo i missili a medio raggio Oreshnik, con un raggio di 5500 chilometri e una velocità superiore a Mach 10, ma la posizione esatta della base che li avrebbe ospitati non era ancora stata resa nota. Si tratta della prima volta dalla fine della guerra fredda che Mosca staziona missili nucleari al di fuori del proprio territorio nazionale.

Il Cremlino ha presentato l’iniziativa come una risposta all’espansione a est della Nato e alla minaccia militare dell’Occidente, giustificandola come una mossa per proteggere un Paese alleato, la Bielorussia appunto, e per la deterrenza di eventuali futuri conflitti con l’Alleanza Atlantica: un modo per dissuadere un potenziale nemico dall’attaccare la Russia. In realtà, gli esperti la considerano un tentativo di impedire alla Nato di fornire all’Ucraina missili convenzionali, ovvero non dotati di testate atomiche, per colpire in profondità il territorio russo. Gli Stati Uniti considerano inoltre la possibilità di stazionare in Germania il missile a medio raggio Dark Eagle, ma non hanno ancora approvato una simile decisione.

Secondo Pavel Podvig, un analista delle forze nucleari russe basato a Ginevra, la collocazione dei missili nucleari Oreshnik contiene un messaggio più politico e psicologico che militare per l’Occidente. “Non vedo come avere un missile di questo genere basato in Bielorussia, anziché poche centinaia di chilometri più a est in Russia, cambierebbe l’equilibrio delle forze dal punto di vista militare”, dice Podvig all’agenzia . “E’ più che altro un messaggio politico all’Occidente, non ci sono altre ragioni per stazionale gli Oreshnik in Bielorussia”. La ragione vera sarebbe insomma quella di intimorire la Nato, in una fase cruciale del negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina e mentre in Europa crescono le divisioni su come reagire all’offensiva russa, con alcuni governi e partiti che premono per concedere a Putin tutto quello che vuole e per interrompere gli aiuti militari a Kiev. Un modo per spaventare e dividere l’Occidente, come quando Putin ha minacciato l’uso di armi nucleari tattiche in Ucraina se la guerra avesse minacciato “la sicurezza nazionale russa”.

I due ricercatori che hanno scoperto la posizione della base sono Jeffrey Lewis del Middlebury Institute of International Studies in California e Decker Eveleth del Can, un’organizzazione di studi strategici in Virginia. Hanno ottenuto i dati per la loro indagine analizzando immagini via satellite di Planet Labs, una società privata di informazioni satellitari. Entrambi si dicono certi al 90 per cento che i sistemi di lancio per i missili Oreshnik sarebbero stazionati a una ex-base militare vicino a Krichev, 300 chilometri a est di Minsk, la capitale bielorussa, e a 480 chilometri a sudovest di Mosca: lo dimostrerebbero le strutture della base, le coperture mimetiche e altri dettagli. La Russia aveva testato un missile Oreshnik a testata convenzionale nel 2024. Putin sostiene che è impossibile intercettarlo perché è un missile ipersonico con una velocità che supera Mach 10.

La base in Bielorussia potrebbe ospitare tre missili Oreshnik, affermano i due esperti americani. Il Cremlino ha segnalato che potrebbe installarne in tutto dieci, per cui altre basi sarebbero necessarie per completare il piano. Fonti dell’intelligence Usa hanno confermato alla la notizia riportata dai due studiosi, ma né il Pentagono, né la Cia, tantomeno l’ambasciata russa o bielorussa, la commentano ufficialmente.