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Franceschini riunisce gli ex giovani Dc: digitalizzato l’archivio della rivista “Nuova politica”

Elly Schlein e Francesco Boccia si affacciano nella sala Nassirya del Senato. Gli ex giovani delle Dc, oggi classe dirigente politica e imprenditoriale nazionale, stanno presentando su iniziativa del senatore Pd Dario Franceschini l’archivio della loro rivista giovanile, ‘Nuova Politica’, che è stato digitalizzato ed è visibile su un sito web. Mauro Fabris scherza: “Qui non succede nulla, ho visto che è passata la segretaria, vorrei rassicurare che qui non stiamo facendo nulla”. Nessuna operazione nostalgia, nessun ritorno della Balena bianca, nonostante si intraveda anche Gianfranco Rotondi. Qualcuno non nasconde la sua voglia di un centro, è vero, ma intanto la presentazione dell’archivio digitale è un modo per non disperdere un patrimonio storico, guardare al futuro e, perché no, dare ai più giovani qualche lezione sul passato, perché in tanti da queste parti pensano che ce ne sia bisogno.

“Non è una riunione dei combattenti-reduci”, mette in chiaro con ironia Roberto Di Giovan Paolo, ex senatore del Pd, parlando davanti a diversi protagonisti della giovanile democristiana degli anni ’80, come Renzo Lusetti, Francesco Sanna o Luca Danese, nipote di Andreotti. L’archivio si intreccia con gli ultimi anni della storia della Dc, dal1984 al 1992. ‘La quinta generazione della Dc’, come si legge nel titolo dell’evento. “Della rivista Nuova Politica non se ne trovava traccia sul web, nemmeno su Wikipedia”, dice Franceschini, che ne è stato il direttore dal 1988. Di qui l’iniziativa per l’archivio digitale. “Eppure – continua il dirigente dem – in quel mensile hanno cominciato a scrivere diverse persone che poi hanno fatto molta strada. Fu un’esperienza all’avanguardia”.

Aneddoti e vita vissuta. Franceschini racconta che la giovanile della Dc non aveva più una sua rivista da almeno 20 anni “e a quei tempi le riviste erano luoghi di riflessione. Così decidemmo di mettere su la rivista. Partimmo da zero. Si trattava di trovare soldi e pubblicità. Per la pubblicità usammo molti sotterfugi ma ormai sono cose cadute in prescrizione… Sugli abbonamenti ci inventammo di mettere ogni mese l’elenco dei parlamentari Dc che ci aveva fatto la sottoscrizione, così chi non trovava il suo nome faceva brutta figura e pagava”.

Franceschini ricorda le interviste, le riflessione e le prese di posizioni attorno a nodi delicati della Prima Repubblica. “Ricordo un’intervista ai Br pentiti, a Zaccagnini. Che tutto questo sia reperibile e consultabile sulla rete è un passo molto importante”. Lusetti ringrazia “l’amico Dario, l’unico di noi che sta curando la memoria della Dc, quindi grazie per l’archivio che lui ha e che condivide con tutti noi. Sono anni che ricordiamo con passione, tutto quel gruppo dirigente adesso si è collocato nel paese. La formazione politica conta, contava”.Un monito, forse, rivolto all’attuale classe dirigente mentre è in cantiere un nuovo evento. Sarà a marzo per ricordare Benigno Zaccagnini, il segretario della Dc nel periodo del compromesso storico e già componente dell’Assemblea costituente. E sarà organizzato in grande tra passato e futuro, nei mesi in cui si vedrà se quel centro di cui ha parlato Ernesto Ruffini prenderà forma.