Italiano

Genitori in difficoltà, con i figli meglio l’ascolto attivo

 I genitori italiani si dichiarano sempre più affaticati, non sanno se dire ‘no’ e, nel dare limiti ai figli, tendono a farlo con tono imperativo e di sfida che non aiuta per niente a comunicare ed ascoltare. Parte dall’osservazione di un vasto campione di genitori (oltre 141.000 followers su Instagram, picchi di audience in tv e colloqui scolastici) il metodo ‘fare luce’ di Francesca Valla, la tata più amata in tv e sui social. L’insegnante e consuelor familiare, autrice del nuovo libro ‘Ogni figlio è un figlio unico. Vuoi che diventi se stesso? impara a dire no! (nelle librerie dal 10 ottobre, Cairo editore)’ spiega all’ANSA come i genitori, che ritiene affaticati e con poche certezze di fronte a bambini e ragazzi immersi in un mondo che corre, dove il digitale si fonde con la vita reale, possano prendere in mano l’educazione dei loro figli ‘facendo luce’ prima di tutto su loro stessi correggendo alcune abitudini sbagliate di cui non sono a conoscenza.
    Come funziona il metodo ‘fare luce’? Risponde Valla: “aiutando ciascun genitore a fare luce dentro di sé per avere la possibilità di fare spazio e conoscere meglio ciascun figlio, nessuno è come l’altro, capendo che si cambia e si cresce con loro strada facendo. Nessun genitore può rimanere rigido, anche le mamme e i papà cambiano con gli anni come i loro figli ed è bene riadattarsi in un dialogo attivo”.
    “Dalle mie osservazioni scolastiche e digitali vedo che i genitori non hanno molto tempo da dedicare ai figli, tra il lavoro e gli impegni a casa, perciò si soffermano poco con loro e riempiono quei momenti vuoti dei ragazzi, preziosi, con mille attività. La fatica va invece indirizzata nel riuscire ad avere con loro un ascolto attivo, in cui ci si sofferma, il tempo rallenta, si guardano negli occhi i propri bambini o ragazzi ascoltandoli, – sottolinea Valla. – Lo spazio vuoto è il tempo ottimale per dialogare, connettendosi con loro ed evitando di giudicarli anche quando si parla dell’uso dei social”.
    Il ‘non giudizio’ è il secondo aspetto da considerare: “Non giudicare i figli nel colloquio è impresa difficile, – precisa l’esperta. – Acquisire intimità con i figli non prevede il giudicarli. I figli hanno le antenne e percepiscono subito se mamma o papà li giudicano, anche solo dallo sguardo. Ciò equivale a perdere il feeling con loro che si ritrovano a cercare aree di conforto e confronto altrove. Si deve avere una assenza di giudizio quando si tratta di sentimenti, di emozioni.
    Inclusa la rabbia. Molto meglio far capire che si è pronti ad ascoltarne le ragioni, piuttosto che sgridare. Dire ‘capisco che sei arrabbiato’ è ad esempio un buon inizio per l’ascolto attivo”.
    Le mamme e i papà, infine, riflettano sui loro ‘no’. “Sono spesso no frustranti, sfidanti, solo puntivi e privi di ascolto, approfondimenti e chiarimenti tanto da confondere i figli. Che i genitori siano autoritari o, al contrario, troppo permissivi e senza paletti disorienta bambini e adolescenti. I no, quando utili e necessari, vanno motivati e devono essere sempre frutto di una riflessione fatta insieme, – conclude l’autrice.
   


Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Per saperne di più
da Author
I cibi industriali ultra-processati non sono semplicemente alimenti, ma prodotti “altamente ingegnerizzati”,…