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Harry e Meghan in Australia, visita ‘quasi reale’ dei Sussex

Il principe Harry e la consorte Meghan hanno incontrato i piccoli pazienti del Royal Children’s Hospital di Melbourne, si sono fotografati con bambini e ragazzi nel centro pediatrico oltre ad abbracciarli, nel primo dei quattro giorni del loro tour in Australia già caratterizzato da un bagno di folla e da una grande attenzione mediatica. Per i duchi di Sussex è iniziata una nuova visita all’estero “quasi reale”, come è stata definita, perché pur non essendo più membri attivi dei Windsor, dopo il traumatico strappo del 2020 e il trasferimento negli Usa, sono accolti per la loro popolarità alla stregua dei rappresentanti della monarchia britannica.

“La loro visita ha per noi un enorme significato”, ha dichiarato Christina Parkes, ricercatrice dell’Università di Melbourne, la cui figlia tredicenne Adelaide è ricoverata nell’ospedale. La scelta del centro pediatrico non è casuale, e sottolinea come il principe ‘ribelle’ segua comunque una continuità rispetto alla tradizione familiare: lì era andata in visita la nonna, la regina Elisabetta, nel 1963 e nel 2011 sempre per inaugurare nuove strutture ospedaliere, e anche i suoi genitori, re Carlo e la principessa Diana, quando vennero in Australia nel 1985.

Il tour dei duchi, fra l’altro, avviene mentre i Windsor sono alle prese con una crisi di popolarità per lo scandalo dell’ex principe Andrea, legato a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Gli stessi Harry e Meghan erano già stati in visita in Oceania nel 2018, allora in rappresentanza della monarchia, con le tappe in Australia, Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico.

Questa volta hanno in agenda diversi impegni di volontariato, anche a Canberra e Sydney, in particolare per i reduci e i militari mutilati, nell’ambito dei giochi sportivi a loro dedicati: gli Invictus Games, di cui Harry è patron. Ma sono previsti anche eventi privati a pagamento, che hanno sollevato critiche fra i detrattori della coppia nel Regno Unito, secondo cui i Sussex non dovrebbero confondere l’ambito no profit col proprio business. Come quello a Melbourne dove il secondogenito di re Carlo deve intervenire sul tema della salute mentale, con biglietti da 997 dollari australiani (600 euro), o quello di Meghan in un hotel di Sydney fra yoga e pratiche olistiche, al costo di 2.700 dollari (1600 euro) a partecipante. Mentre fra gli australiani c’è stata una polemica sui soldi pubblici spesi per garantire la presenza di forze di polizia durante il tour, che è comunque stato pagato coi fondi dei duchi, a partire dal volo in prima classe su un aereo di linea.

Intanto il processo di riconciliazione fra Harry e il padre Carlo III resta ancora incompleto: gli incontri tra i due non hanno sanato del tutto la frattura, mentre la malattia del sovrano – il cancro diagnosticatogli due anni fa – rimane sullo sfondo pur a fronte dei miglioramenti seguiti alle terapie.

Secondo i media britannici, il re avrebbe esortato l’erede al trono William, che al momento non ha mostrato alcuna volontà di riappacificazione col fratello Harry, a proteggere il ruolo della regina Camilla quando lui non ci sarà più.    

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