Due star della musica Usa e del cinema di Hollywood, Ariana Grande e Jonathan Bailey, coprotagonisti di recente del milionario Wicked, e un quadro che è una star della storia dell’arte, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte (1884–1886) di Georges Seurat.
Il singolare incontro, immortalato da un’immagine sul profilo Instagram dei due attori e subito subissato di commenti (tra i primi un insane, ossia fantastico, di Jonathan Anderson, il giovane creativo alla testa del marchio Dior) è avvenuto all’Art Institute of Chicago (AIC), dove il capolavoro del puntinismo è conservato dal 1926.
A propiziarlo, la prossima fatica di Grande e Bailey, che li vedrà di nuovo insieme, questa volta non al cinema ma su un palcoscenico teatrale, quello del Barbican Centre di Londra, nell’estate del 2027: i due, infatti, saranno protagonisti di Sunday In The Park with George, il musical di Stephen Sondheim degli anni Ottanta che vinse il Premio Pulitzer per il teatro, due Tony Awards, otto Drama Desk Awards, due Laurence Olivier Awards per la prima produzione londinese ed altri cinque per la seconda. Scritto da James Lapine, il musical che ora tornerà in scena è direttamente ispirato a Georges Seurat: i protagonisti sono infatti lo stesso pittore, immerso nella realizzazione del suo quadro più complesso e il suo pronipote, che porta il suo stesso nome ed è un cinico e conflittuale artista contemporaneo.
Messo in scena più volte sia sia a Londra che a Broadway, nella versione per il Barbican il musical sarà diretto da Marianne Elliott e vedrà Bailey nel ruolo di Seurat e Grande nel ruolo della sua compagna Dot. Per Grande, che debuttò in teatro nel 2028 per poi diventare una star della tv e una cantante da 100 milioni di dischi venduti, l’incontro con Seurat segnerà il ritorno, molto atteso dai fans, con il palcoscenico, in una trama che ruota intorno al tema dell’ossessione creativa, dei trionfi e delle frustrazioni di chi decide di dedicarsi totalmente all’arte. Si racconta che lo stesso creatore del musical, Stephen Sondheim, deciso a ritirarsi dal mondo dello spettacolo dopo l’insuccesso del suo Merrily We Roll Along, fu portato dal co autore Lapine davanti al quadro di Seurat, che gli fece notare come mancasse dal dipinto la figura dell’artista: ciò spinse Sondheim a prendere coraggio e a ricominciare a lavorare.
In una delle prime scene del musical, il personaggio di George esclama: “Bianco, una pagina bianca o una tela. La sfida: dare ordine all’insieme attraverso il disegno, la composizione, la tensione, l’equilibrio, la luce e l’armonia”. Una dichiarazione programmatica di fiducia nelle capacità dell’artista, appunto, di dare ordine al caos, che Seurat avrebbe potuto sposare. Costato due anni di lavoro, sia proprio sull’isolotto della Grand Jatte, sulla Senna presso Neuilly, sia in atelier, e accolto con freddezza al Salone degli impressionisti del 1886 da critici e colleghi pittori, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte è oggi considerato non solo il risultato più riuscito del Divisionismo, ma una pietra miliare della corsa delle Avanguardie che si realizzerà poi compiutamente nei primi decenni del Novecento. Rimasto invenduto fino alla morte dell’artista, nel 1891, arrivò nel museo di Chicago grazie all’intuito di un mercante, Frederic Clay Bartlett, che lo donò all’Art Institute. Ed è nelle sue sale che ora due giovani stelle del più grande circo mediatico del mondo si sono fermate in contemplazione, come i placidi borghesi che passavano il pomeriggio alla Grande-Jatte.
