Da Debora Hirst a Luigi Voltolina fino ai maestri della fotografia italiana e internazionale: sono alcuni dei protagonisti delle mostre di questa settimana.
MILANO – Sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio, Debora Hirsch presenta “Vanishing Trees”, un’installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, in programma dal 15 gennaio al 15 aprile. Intrecciando arte digitale, scienza e memoria, l’artista utilizza tecnologie generative per reinterpretare le immagini di tre alberi in via di estinzione – Ginkgo biloba, Pterocarya fraxinifolia e Torreya taxifolia – custoditi dall’Orto Botanico di Brera, trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all’oblio. Da Giacomelli a De Biasi, da Di Bosso a Biasiucci, e poi Herwitt, Horst e Klein: sono 28 i maestri italiani e internazionali presenti nel secondo capitolo del format “I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti” che The Pool Nyc presenta dal 16 gennaio al 28 febbraio a Palazzo Fagnani Ronzoni. In un percorso composto da 80 opere, la mostra ripercorre la storia della fotografia italiana, dal Futurismo alla grande stagione del Neorealismo, dalle ricerche concettuali all’esperienza fondamentale di Viaggio in Italia ideata da Luigi Ghirri.
VENEZIA – Dal 16 gennaio al 15 febbraio a Palazzetto Tito la Fondazione Bevilacqua La Masa presenta la mostra a ingresso libero “Epifanie”, dedicata a Luigi Voltolina. Nel percorso un’ampia selezione di opere, che propongono al pubblico un’originale lettura critica della ricerca dell’artista la cui pittura, fondata sulla rapidità, si focalizza su un gesto che non mira alla perfezione, ma alla rivelazione.
REGGIO EMILIA – Si intitola “Opus in fieri” la bi-personale degli artisti reggiani Federico Branchetti e Fabio Iemmi in programma a Palazzo da Mosto dal 17 gennaio all’8 febbraio. A cura di Greta Martina, l’esposizione si focalizza sul concetto di potenzialità, sul momento che precede la completa manifestazione del gesto. Branchetti, nel suo progetto Liminale, presenta una selezione di opere inedite appositamente realizzate per l’occasione. Metacantieri – Vibrazioni sonore della materia di Iemmi si compone di opere materiche a parete e un’installazione.
LODI – Platea Palazzo Galeano ospita dal 17 gennaio al 12 marzo la personale di Linda Carrara dal titolo “Passeggiata (verso sud), a cura di Gaspare Luigi Marcone. Il progetto si concretizza nel trittico ad acrilico su tela Passeggiata (verso sud), frutto di varie perlustrazioni e analisi dei territori bagnati dal fiume Adda: un “processo peripatetico” dove il cammino e l’atto pittorico si fondono partendo dall’idea originaria che l’arte è “cosa mentale”.
ROMA – Alla Fondazione Memmo dal 14 gennaio la mostra “Affrettati Lentamente”, undicesimo capitolo di Conversation Piece, ciclo di esposizioni con cadenza annuale a cura di Marcello Smarrelli, nato con l’intento di restituire una panoramica degli artisti italiani e stranieri che scelgono Roma come luogo di residenza e di ricerca. Esiste un tempo per l’opera d’arte? A questa domanda sono stati chiamati a rispondere con le loro opere Alicja Kwade (1979, Katowice, Polonia), vincitrice del Premio Roma 2025-26 presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo; Paul Maheke (1985, Brive-la-Gaillarde, Francia) e Enrique Ramírez (1979, Santiago del Cile, Cile), entrambi pensionnaires 2025-26 presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici; Prem Sahib (1982, Londra), BSR – British School at Rome Abbey Fellow 2025-26; Henry Taylor (1958, Ventura, California). Chiuderà il 19 gennaio a Palazzo della Cancelleria “De Humana Mensura”, mostra di Linda Karshan a cura di Laura Villani. L’artista, dopo la Tate Modern e il British Museum, porta a Roma il suo dialogo con il Rinascimento e la “misura umana”, interrogando la relazione tra gesto, misura e ordine cosmico attraverso opere provenienti da collezioni italiane e internazionali e una performance, Walked Drawing, concepita per la Sala Vasari.
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