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Libri per ragazzi: il fotoromanzo con i giovanissimi divi della tv

Fotoromanzo, questo sconosciuto. O almeno così è stato per le giovani e giovanissime generazioni. Ma adesso non più. A riportare all’attenzione dei ragazzi un genere che sembrava morto e sepolto – nato all’indomani della fine della Seconda guerra mondiale e divenuto trampolino di lancio per molte attrici che hanno poi fatto la storia del nostro cinema – ci ha pensato oggi la casa editrice il castoro. Da sempre attenta ai nuovi linguaggi e alle tematiche più vicine agli adolescenti di oggi, non a caso specializzata nel genere del graphic novel per ragazzi, lo fa con un prodotto che unisce fotografia, fumetto, recitazione e scrittura e si intitola , dal verso di una poesia di Dylan Thomas ().

Un progetto in due volumi, sceneggiato da Manlio Castagna e Marco Magnone, che ha coinvolto alcuni tra gli idoli dei ragazzi come Andrea Arru e Sofia Nicolini, divenuti celebri grazie al successo della serie Netflix . Ma non solo. Arru, 18 anni appena compiuti, ha conquistato il pubblico dei giovanissimi anche per il ruolo di antagonista nel film di cui tanto si è parlato dentro e fuori le scuole nel corso di questo ultimo anno. Nel fotoromanzo interpreta Vins, un ragazzo complicato, con una situazione familiare difficile alle spalle e un padre inaffidabile, sempre pronto a celare dietro a una maschera di cinismo i suoi veri sentimenti. Con Sofia Nicolini, nei panni di Camila che rischia invece di finire vittima di una violenza a una festa tra amici, e altre 80 persone tra cast artistico e tecnico (tra fotografi, assistenti alla regia, direttori di produzione e comparse) ha lavorato sul set allestito nella villa rinascimentale di Palazzo Gonzaga, a Volta Mantovana.

Abbiamo raggiunto su Zoom i due giovani protagonisti – che sabato 4 ottobre presentano i due volumi di a Napoli al Campania Libri Festival (a Palazzo Reale alle 11.15) – per ascoltare dalla loro viva voce il racconto di questa esperienza. A partire proprio dal loro rapporto con il fotoromanzo. «Non ero minimamente informato su cosa fosse, prima di partecipare al progetto. E quello che subito mi è saltato all’occhio è che non veniva fatta una cosa del genere da tantissimo tempo; perciò già l’idea iniziale di riportare in vita qualcosa di vecchio ma in un formato nuovo mi è piaciuta tantissimo», confessa subito Arru. «Ammetto che all’inizio mi hanno dovuto spiegare cosa fosse», gli fa eco Nicolini. «Poi ho scoperto che moltissime attrici hanno preso parte ai fotoromanzi all’inizio della loro carriera. Così mi è sembrato un progetto interessante, anche se ne avevo sicuramente sottovalutato la difficoltà. Per esempio, il fatto che a livello recitativo vieni privato del dialogo, quando l’attore comunica molto con le battute».

La cifra distintiva di è proprio nella commistione dei generi, nel mix tra ieri e oggi. Alle pagine da fotoromanzo si alternano infatti tavole a fumetti, a colori o più spesso in bianco e nero. «Per me che vengo dal cinema, dalla televisione, si è trattato di un’esperienza completamente nuova, se vogliamo anche più faticosa. Perché riuscire a catturare in un’immagine, quindi in un frame, tutta l’emozione e il significato di una frase o di un pezzo di storia all’inizio mi veniva difficile, non capivo bene se dovessimo esagerare un po’ di più le espressioni, ma alla fine è stato anche molto divertente», continua Andrea.

Se il linguaggio dunque è nuovo, in grado di mixare e amalgamare generi diversi, i temi intercettati però sono quelli vicini al mondo dei giovani. L’amicizia, l’amore, il bullismo, il tentativo di violenza anche. «Sono tematiche adolescenziali è vero», commenta Sofia, «però il personaggio che ho interpretato io, Camila, si trova a fare i conti con una tentata violenza sessuale. E in questo caso si tratta di un tema che unisce adolescenti e adulti, perché quello del consenso è un tema universale. Tra l’altro, per me che non avevo mai preso parte a una scena del genere è stato anche abbastanza complicato a livello attoriale. Però a livello emotivo l’ho trovata molto intensa».

Una storia in cui si riflettono le insicurezze tipiche dell’adolescenza, ingigantite oggi più che mai da questo mondo incerto che ci circonda, tra guerre e catastrofi ambientali. «Alla fine, si parla sempre di ragazzi e siamo accomunati da esperienze simili» dice ancora Andrea, «e negli ultimi tempi non abbiamo certo avuto una vita facile noi giovani». Il pensiero va subito agli anni del Covid e del lockdown, «la quarantena l’ho fatta tutta attaccata a videogiochi e dispositivi elettronici«, confessa. Lui che sui social ha un seguito di due milioni di follower tra Instagram e TikTok confessa candidamente che invece si sente un po’ «una specie di boomer». Il trucco – e la difficoltà – ovviamente sta sempre nel saperli gestire.

«Credo che ognuno di noi abbia infinite insicurezze. È difficile trovare un ragazzo che sia certo del futuro. Per esempio», ammette Sofia, «abbiamo tutti paura di diventare genitori e mettere al mondo i figli di una generazione che sarà ancora più dannata della nostra. Per la precarietà del lavoro e naturalmente c’è sempre il timore di una guerra, insomma non è un mondo semplice in cui diventare grandi».

A questo punto una domanda è d’obbligo: progetti per il futuro? «La serie continuerà con uno spin-off ma senza di noi, abbiamo già superato da un po’ l’età delle medie ed è giusto così», concordano entrambi. Per Arru è in arrivo la partecipazione a . E un altro fotoromanzo? Chissà, intanto i diritti di sono appena stati acquistati all’estero, in Spagna e Polonia. Il futuro è ancora da scrivere.

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da Author
«La piccola, cresce sana e cattiva. Morde chiunque e mangia le arance…