CREMONA – Uno scoppio fortissimo, il fumo, Audero a terra stordito, la testa tra le mani. La comoda vittoria dell’Inter a Cremona è stata macchiata da un episodio intollerabile. Dalla curva interista è piovuto un petardo che ha colpito il portiere della Cremonese, con un passato in nerazzurro. È rimasto steso, con i compagni a proteggerlo in cerchio, gli avversari lì vicino, Lautaro con le braccia larghe verso i suoi tifosi, come a dire: cosa fate, perché?
È corso in campo anche Chivu, che pure ha parlato alla curva. La partita è stata interrotta per tre minuti, è ripresa perché Audero si è rialzato e ha poi giocato con un segno simile a una bruciatura sulla gamba, dove presumibilmente è stato colpito. «È stato un gesto insulso, clamoroso per antisportività», il commento del presidente Marotta, «la condanna è esplicita e completa da parte di tutta l’Inter».
Individuato il responsabile, ha perso tre dita
Il responsabile del gesto è stato individuato in serata, presto dovrebbe essere fermato: si trova in ospedale, ha perso tre dita (un altro petardo gli sarebbe esploso in mano).
Pare appartenga a un Inter club emiliano, non al tifo organizzato nerazzurro.
Sanzione in arrivo
Il giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, leggerà il referto arbitrale e il rapporto della Procura, poi sceglierà come punire l’Inter (per responsabilità oggettiva). Audero ha terminato la partita, senza chiedere la sostituzione. Se l’arbitro Massa confermerà che la gara si è chiusa regolarmente (come dovrebbe essere), lo scenario del 3-0 a tavolino per la Cremonese non verrà preso in considerazione. Il giudice deciderà in base all’articolo 26 del codice di giustizia sportiva, che regolamenta i «fatti violenti dei sostenitori». La sensazione è che si vada verso una multa salata (50 mila euro) e la chiusura del settore ospiti per le prossime trasferte dell’Inter. Possibile che la sanzione arrivi martedì, con ulteriore dispositivo mercoledì per Bologna-Milan.
Inizio teso
Già l’inizio della partita era stato ritardato per alcuni fumogeni tirati in campo, prima erano scoppiati dei petardi. La cosa incredibile è che anche dopo aver colpito Audero ne è esploso un altro, tanto da rendere necessario un annuncio dello speaker dello Zini sulla possibile sospensione della gara. Al fischio finale i giocatori non hanno salutato la curva: «Questi gesti non fanno parte dello sport. Vogliamo un agonismo sano», ha spiegato Bastoni.
La partita
L’Inter ha centrato con consapevolezza la decima vittoria nelle ultime 11 partite di serie A, portandosi a 9 punti dal Napoli e 8 sul Milan (impegnato domani a Bologna). La squadra di Chivu marcia a un ritmo inesorabile. Ha aggredito la Cremonese fin dall’avvio, ha sbloccato la gara rapidamente con un colpo di testa di Lautaro (rete numero 170 in nerazzurro, -1 da Boninsegna nella classifica all time), l’ha sigillata con il gol di Zielinski e poi ha gestito le forze (70 a 30 le percentuali del possesso palla). Non ha mai sofferto se non per un palo colpitoallo scadere da Zerbin, oltre a un paio di contropiedi sprecati da Vardy. La partita è di fatto finita al raddoppio di Zielinski, un tiro da fuori area su cui Audero è stato disastroso. «Ci sono momenti in cui non si deve guardare la bellezza, ma la concretezza», ha detto Chivu. Intanto Marotta ha tolto dal mercato Frattesi («Non ha mai chiesto di essere ceduto») e aspetta di capire se l’Al-Ittihad accetterà l’offerta per Moussa Diaby di prestito fino a dicembre con riscatto condizionato al numero di presenze. Oggi, entro le 20, il responso.
