LONDRA – Una cifra da record, pari a quasi un miliardo di euro, per assicurare un’opera d’arte vecchia di un millennio, prestata dalla Francia all’Inghilterra. È la polizza senza precedenti, 800 milioni di sterline, con cui il ministero del Tesoro britannico ha garantito contro danni l’esposizione al British Museum, dal settembre 2026 al luglio 2027, dell’Arazzo di Bayeux, celebre capolavoro medievale dell’undicesimo secolo: più del doppio, per avere un termine di paragone, del valore dell’opera d’arte più costosa mai venduta all’asta, il di Leonardo da Vinci, venduto da Christie’s nel 2017 per 450 milioni di dollari.
La polizza d’assicurazione coprirà il trasporto del delicato arazzo dalla Normandia, dove si trova attualmente, e la sua protezione durante tutto il tempo in cui resterà a Londra: il British Museum non avrebbe potuto affrontare da solo un investimento simile per assicurarlo. Il ministero del Tesoro utilizzerà a tale scopo un proprio speciale fondo per il sostegno alla cultura, che tuttavia non aveva mai speso una cifra così alta per una singola mostra.
Da quando nel luglio scorso il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’accordo con il governo britannico per concederlo, il prestito ha sollevato dibattiti tra esperti e sostenitori della tutela del patrimonio culturale in Francia, preoccupati per i rischi legati al trasferimento in un altro Paese di un tessuto vecchio di quasi mille anni, estremamente fragile e di grande rilievo storico ed artistico, ma l’Eliseo ha negato che vi fossero rischi o dubbi.
La decisione di Macron è arrivata nel quadro di rapporti più stretti tra Francia e Regno Unito a discapito della Brexit, l’uscita britannica dall’Unione Europea sancita dal referendum del 2016. In cambio, Londra invierà a sua volta in prestito a Parigi un certo numero di opere d’arte di grande significato. L’Arazzo non è stato scelto a caso, perché simboleggia l’unione tra due Paesi che sono stati spesso in conflitto, pur rappresentando figurativamente l’atto fondativo del regno d’Inghilterra.
Lungo 70 metri e alto 50 centimetri, l’Arazzo di Bayeux, così chiamato per la città della Normandia in cui ha avuto origine, racconta in forma di narrazione visiva la conquista normanna dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore nel 1066, un anno e un evento che tutti gli scolari britannici conoscono a memoria. Si tratta in sostanza di un tessuto ricamato, realizzato in Normandia o secondo alcuni in Inghilterra, nella seconda metà dell’undicesimo secolo, che descrive per immagini gli avvenimenti chiave culminati con la battaglia di Hastings. Benché in apparenza favorevole a Guglielmo il Conquistatore, in realtà per gli studiosi la sua finalità è l’affermazione della legittimità del dominio normanno in Inghilterra che ebbe inizio con quella battaglia e la convivenza pacifica tra normanni e anglosassoni. Ha dunque un valore documentario inestimabile oltre che artistico.
Sino alla fine del diciottesimo secolo era conservato nella collezione della cattedrale di Bayeux, mentre ora è esposto al pubblico nel Centre Guillaume-le-Conquerant, un apposito museo della città normanna dedicato al celebre condottiero. Nel 2007 è stato inserito dall’Unesco nel registro della memoria del mondo. La sua impostazione grafica è articolata in azioni concatenate in cui alcuni vedono un antenato del fumetto. Ogni scena è corredata di un breve commento in latino. In tutto vi sono raffigurati 58 scene, 626 persone e 202 cavalli, fornendo una miniera di informazioni visive, sulle navi, sulle armi, sull’araldica e su altri elementi caratteristici del tempo.
Durante la Rivoluzione francese rischiò di essere distrutto. Progettando l’invasione dell’Inghilterra, Napoleone lo volle a Parigi e ne ordinò l’esposizione al Musée Napoléon. Fu nuovamente nascosto durante la guerra franco-prussiana e la Seconda guerra mondiale. Ma non è chiaro chi sia stato il committente né la località di manifattura o i suoi autori.
