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L’ultima tentazione dell’IA è il navigatore dei romanzi

Appunto, memento, post-it di inizio anno. Una delle grandi sciagure del nostro tempo — in un luogo, come quello dal quale scrivo, e in un certo sistema di diritti e pace relativa che chiamiamo Occidente — riguarda il capire. Non in senso astratto ma in senso pratico. O tutto si capisce immediatamente o ci sentiamo stupidi, ci sentiamo offesi e, a nostra volta, scherniamo termini come “Antani” o “supercazzola”, per rimanere al vintage, che rimbalzano sui social, nei dibattiti televisivi, nelle riunioni familiari e di condominio. Se non capisco qualcosa, allora il problema è di chi parla o scrive.

Premessa necessaria a sottolineare quanto non debba sorprenderci — e non mi sorprende — che la nuova opportunità offerta da Kindle si chiami Ask This Book e sia una funzione che, grazie all’IA, mi aiuta a capire il libro che sto leggendo. Spiegandomi alcune caratteristiche di un personaggio, o le relazioni di quel personaggio con altri personaggi all’interno del libro. Esempio. Sto leggendo di Dumas, non mi ricordo chi è Mousqueton e — immagino — l’IA mi dirà che, già ne , Mousqueton era l’attendente di Porthos. Perché l’IA, scorrendo , ha a disposizione le premesse e le chiose dell’autore che fanno riferimento a un libro precedente, e andrà dunque a cercare .

La funzione Ask This Book è ancora in fase di test. Al di là di questioni che riguardano il diritto d’autore, per il momento editoriale contingente me ne viene subito in mente un’altra, quella dello spoiler, vero terrore dei programmatori di Ask This Book: spiegare personaggi e vicende senza tuttavia rivelare qualcosa sul prosieguo. Su Sky sta per cominciare una serie sulle origini dei personaggi di , prequel della serie liberamente ispirata al romanzo di Roberto Saviano. E per la casa editrice Nord sta per uscire , romanzo nel quale Stefania Auci racconta le origini della famiglia Florio al centro del suo bestseller. Mi chiedo come funzionerà l’applicazione nel momento in cui le novità editoriali racconteranno il passato di storie già pubblicate. Volente o nolente, l’IA attingerà a ciò che è in rete ed è presupposto essere il passato. E invece troverà il futuro.

In ogni caso, avremo a disposizione una sorta di gps dei libri che leggiamo. Ma i sistemi di navigazione digitali sono utili al massimo per questioni geografiche — e anche in questo caso rimangono valide, per me, le parole di Michel Houellebecq ne , sintetizzabili rozzamente così: «Meglio la carta che il gps, il gps è un riassunto».

Ma a che serve il Gps in un romanzo? La di Esiodo è già un gps, come fai a riassumerla? Nessuno si perderà più dentro di Tolstoj. Gli Aureliano primo secondo e contorno e i José Arcadio Buendía di perderanno quella apparente mancanza di distinzione che ha consentito a García Márquez di mettere sulla pagina ciò che tutti sappiamo: il presente il passato e il futuro sono mescolati perché il tempo non è un’asta graduata.

Non ricordiamo (non ricordo) la protagonista de perché viene da un certo posto o per il lavoro che fa — cose che si possono riassumere, di certo — ma perché, a un certo punto, cammina portando in mano un fascio di fiori gialli. Dei libri ognuno ricorda ciò che vuole, ognuno deforma, ricostruisce e dimentica, come nella vita. Non sono interessanti i riassunti dei libri perché non sono interessanti i riassunti della vita, sono interessanti i particolari, avvincenti, erotici, un gesto, un colore, un’impressione, un ricordo.

In (saggio del 2001 che, a mio avviso, anticipa molte questioni dell’interazione tra lettore e macchina), ripubblicato ne (Adelphi 2021), Carlo Ginzburg scrive: «I filosofi antichi ci hanno insegnato che la meraviglia, la sorpresa generano la conoscenza. Le rielaborazioni moderne di questo tema hanno sottolineato l’importanza dello straniamento, dello sguardo opaco sulla realtà che può aiutare a raggiungere una conoscenza meno superficiale». Dunque, dal riassunto non viene conoscenza. Capire, per tornare all’inizio, non è un orientamento ma un disorientamento continuamente reindirizzato da memoria, esperienza e inciampi. Così come il leggere, che è un facile e poco costoso esercizio per esercitarsi a capire.

Ho sentito spesso Cesare De Michelis, grande editore, intellettuale e saggista italiano, dire allegro che gli esseri umani non hanno la marcia indietro, per tornare indietro possono solo fare un giro. Dunque, è inutile che mi accanisca su Ask This Book e sulla progressione inesorabile della tecnologia. Meglio riderne un po’. Riflettendo invece su se e quanto ogni cosa che leggiamo debba presupporre una “formazione”. Di quanto ciascun testo sia cioè il contributo a un sapere “misurabile”. E ricordando che bisogna studiare le tecnologie per poterle utilizzare a proprio vantaggio. Cosa ci faremo con quel tempo che la tecnologia vuol farci risparmiare con i riassunti è domanda politica che necessita di altra sede e altre righe.

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da Author
«La piccola, cresce sana e cattiva. Morde chiunque e mangia le arance…