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Maignan para, Nkunku e Rabiot segnano: il Milan soffre ma vince 3-1 a Como

COMO – Cinico e spietato. Anche consapevole della sua forza. Il Milan non molla. In una delle serate che possono indirizzare la stagione, ha risposto all’Inter. Ha vinto 3-1 a Como, in rimonta, dopo un primo tempo in apnea e una ripresa in gestione. Così non ha permesso ai nerazzurri di scappare: Chivu resta in vetta, a +3, ma c’è anche il Diavolo per lo scudetto. Al Sinigaglia finora non era passato nessuno, il Como non perdeva sul Lago dall’ultimo turno della scorsa stagione, proprio con l’Inter. Anche per questo il segnale che il Milan ha lanciato al campionato è forte, dopo i pareggi con Genoa e Fiorentina. Allegri si è aggrappato a due delle sue stelle più luccicanti, Maignan e Rabiot: Mike ha tenuto in piedi i suoi nella mezz’ora iniziale – il rinnovo di contratto è sempre più meritato, va definito rapidamente – Adrien ha spaccato la partita con i suoi inserimenti che hanno fruttato un rigore (segnato da Nkunku) e la doppietta decisiva.

«La cronaca della gara»

In panchina una sfida ideologica

Como-Milan è stata anche una sfida ideologica tra Allegri e Fabregas, il maestro del risultatismo e quello del giochismo: ha avuto la meglio Max. Cesc ha chiuso con tutte le statistiche a favore: possesso palla (70 a 30), tiri totali (18 a 7) e in porta (6 a 4). Ma il Diavolo ha saputo leggere meglio i vari momenti della partita. Ha retto nel primo tempo, senza snobismi quando c’è stato da correre mentre gli avversari facevano girare il pallone, e ha affondato il colpo non appena ha potuto. Allegri ha cambiato tre volte modulo durante la gara: ha iniziato con un’inedita difesa a 4 (che non ha fatto benissimo), ha chiuso con il 5-4-1. Bisognava portare i tre punti a casa, non importa come. E il Milan nel secondo tempo non ha concesso chissà quali occasioni. Il Como ha pagato la poca freddezza sotto porta, soprattutto di Da Cunha. Paz ha colpito una traversa, Rodriguez (perché solo dalla panchina?) un palo, ma nel secondo tempo il Diavolo ha dato una sensazione di solidità diffusa.

L’eclettismo di Allegri

Allegri ha modellato il Milan sul Como, schierandolo con difesa e centrocampo a quattro. Una mossa che in realtà non ha frenato i bollenti spiriti della squadra di Fabregas, a cui sono bastati dieci minuti per sbloccare la partita con uno schema ben eseguito da calcio d’angolo, che ha liberato al cross Baturina per il colpo di testa di Kempf. Il Como non si è fermato, e ha iniziato a tessere la sua tela: possesso palla per muovere il Diavolo e improvvise verticalizzazioni, sfruttando la vena di Paz e Baturina. Sono nate così almeno tre grandi occasioni per raddoppiare su cui si è esaltato Maignan, soprattutto su un colpo di testa ravvicinato di Da Cunha. Il Milan è rimasto in piedi, e alla prima vera sortita offensiva ha colpito: Saelemaekers ha recuperato un pallone sul morbido Van der Brempt e ha servito in area Rabiot, rapido ad anticipare Kempf. Il rigore lo ha trasformato Nkunku, scelto da Allegri dopo che Leao si era già impossessato della palla.

Nella ripresa Rabiot in cattedra

Dopo l’intervallo Max ha compattato il Milan con una linea a cinque in difesa e ha accentrato Leao. Ed è stato proprio Rafa a rifinire un contropiede rapidissimo, imbucando per Rabiot bravo a battere in diagonale Butez. Così è iniziata una nuova partita, con il Diavolo rannicchiato dietro e il Como a sbattere puntualmente sulla diga rossonera. Fabregas ha provato a invertire la rotta inserendo in serie Rodriguez (molto positivo), Caqueret e Kuhn, ma le sue speranze si sono infrante su una traversa scheggiata da Paz e un palo sfiorato nel finale da Rodriguez. Troppo poco. Il Milan si è messo in trincea: linee strette, tanta densità e la certezza di avere Maignan tra i pali. A una manciata di minuti dal 90’ ancora Rabiot ha messo il sigillo finale. Allegri ha ammesso: «Abbiamo rischiato su un paio di ripartenze, ma la squadra voleva questo risultato: per noi è importante». Fabregas si è arreso: «Giocato bene? No, è 3-1: risultatismo, qui piace tanto». Il Diavolo non molla.

Como-Milan 1-3 (1-1)

Como (4-2-3-1) Butez 5.5 – Van der Brempt 5, Kempf 6 (1’ st Diego Carlos 5.5), Ramon 6, Moreno 5 (31’ st Sergi Roberto 6) – Perrone 5.5, Da Cunha 5 (15’ st Caqueret 5.5) – Vojvoda 6.5 (21’ st Kuhn 5.5), Paz 6.5, Baturina 6.5 (15’ st Rodriguez 6.5) – Douvikas 5.5. All. Fabregas 5.5.

Milan (4-4-2) Maignan 8 – Tomori 5.5, Gabbia 6.5, De Winter 6, Bartesaghi 6 – Saelemaekers 6.5 (41’ st Athekame sv), Fofana 6 (25’ st Ricci 6), Modric 6.5 (41’ st Jashari sv), Rabiot 8 – Nkunku 6.5 (18’ st Füllkrug 6), Leao 6.5 (25’ st Loftus-Cheek 6). All. Allegri 7.

Arbitro: Guida 6. Reti: 10’ pt Kempf 46’ pt Nkunku (rig.), 10’ e 43’ st Rabiot

Note: ammonito Ramon.

Spettatori: 11.960.