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Manovra, via libera dalla Camera. Schlein: “Aiuta i più ricchi. Promesse tradite, vi batteremo”

ROMA – Altro che legge di bilancio «seria e responsabile», come Giorgia Meloni si affretta a scolpire sui social quando i battenti della Camera devono ancora chiudere. «È una manovra per ricchi», l’aveva appena bocciata in aula Elly Schlein, «una manovra di promesse tradite». Sono i fatti a provarlo: «Avevate giurato di abolire la Fornero e avete allungato l’età pensionabile; dovevate portare le minime a mille euro al mese e le avete aumentate di 3 euro, il prezzo di un paio di caffè; dovevate ridurre le accise e le avete alzate». Ma c’è una novità, alza i toni la segretaria del Pd, mentre Fratelli d’Italia rumoreggia: «Dopo tre anni di governo non vi crede più nessuno».

Era già tutto previsto. La fiducia approvata nottetempo e la riffa dei 239 ordini del giorno protratta fino all’alba per evitare di rovinare il cenone di Capodanno, finiscono per trasformare le dichiarazioni di voto sulla «pessima finanziaria della destra» in un esercizio di pura testimonianza. Buono per un’invettiva a uso dei tg o di qualche reel per i social. Per il resto, alle opposizioni non resta che urlare in un emiciclo non particolarmente affollato — l’onorevole popolo dei trolley sotto le feste non ha colore, è già in viaggio — contro una manovra criticata persino da Azione, il partito di Carlo Calenda che sempre più spesso fiancheggia la maggioranza ma stavolta no perché «questa legge non traccia un futuro, i giovani sono i grandi assenti», bacchetta Elena Bonetti, «il Paese va avanti trascinato dalla corrente e il rischio di deriva è molto alto». A riprova che il pasticcio sulle pensioni, il testo depositato e poi a più riprese rimaneggiato dallo stesso governo, hanno lasciato il segno.

Lo fa notare Nicola Fratoianni: «In due mesi e mezzo è successa qualsiasi cosa, specie di notte: hanno scritto e riscritto, cancellato e scritto ancora, cambiando tutto per non cambiare nulla. Rimane la schiuma sporca di una finanziaria in cui galleggia l’umiliazione del Parlamento, il monocameralismo di fatto, il sogno del premierato e dell’autonomia differenziata: l’occupazione del potere e delle istituzioni a ogni costo», attacca il leader di Avs. «Il governo regala agli italiani solo tagli e nuova spesa militare, mentre servivano risorse per aumentare gli stipendi e garantire il diritto alla salute e all’istruzione pubblica». Poco prima, con tanto di cartello “Vendesi” sventolato in aula, l’aveva sottolineato pure Riccardo Magi: «Questo Parlamento si può chiudere».

Tuttavia, oltre al metodo, c’è anche il merito. Parla di «bugie e riforme sbagliate». È Schlein a ricordarle: «Lo dice l’Istat, non il Pd, che l’85% della riduzione delle aliquote Irpef va alle famiglie più ricche perché mette 30 euro l’anno nelle tasche di chi guadagna fino a 30mila euro e 440 euro a chi ne prende fino a 199mila». E non è neppure l’unica nota dolente: «Le prime preoccupazioni degli italiani sono il carovita e le liste d’attesa in sanità. Mangiare e curarsi. Stiamo parlando della carne viva delle persone», incalza la leader dem. «Ma una manovra che non riesce a occuparsi dei bisogni essenziali è una pessima manovra». D’accordo con Matteo Renzi, che da fuori attacca: «Aumenta la pressione fiscale, aumenta il debito, non blocca la fuga dei cervelli, non aiuta imprese e famiglie. Un compitino fatto talmente male che sono gli elettori di destra i più delusi. E stavolta la premier non riuscirà a rigirare la frittata». Paragonata dal suo capogruppo, Davide Faraone, a Wanna Marchi, la più celebre delle imbonitrici tv: «Questa legge di bilancio è una truffa. Avete promesso miracoli, avete consegnato pacchi». Lo pensa anche Giuseppe Conte: «Meloni esulta per le rate da 209 miliardi che abbiamo portato noi e su cui loro si astenevano. Salvini fa un teatrino contro invii di armi in Ucraina e aumento dell’età pensionabile e poi vota entrambi. Tajani prometteva pensioni minime a mille euro e invece hanno tagliato quelle di cittadinanza», elenca sui social. «Sembra un circo ma purtroppo è realtà. E non fa ridere».

Manovra, Schlein: “Sbagliata e fatta solo di promesse tradite”

È finita. Uscendo, Schlein incrocia in Transatlantico Giancarlo Giorgetti che, soddisfatto, la sfida: «Dello spread sotto i 200 punti ne beneficiate anche voi», sorride. «Con quel che state facendo su trasporti, scuola e sanità», ribatte la segretaria pd, «avremo più problemi. Ma non daremo la colpa a voi». Il ministro incassa: «Io faccio il mio». L’altra evita di polemizzare. Tanto gliel’aveva già ribadito in aula: «Dopo tre anni la vostra propaganda non regge più. Costruiremo l’alternativa e vi batteremo alle prossime elezioni».