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Massimo Mauro: con un David così alla Juve non serve altro. Leao non sarà mai da grande squadra

La Juve ha ora una precisa identità, merito di Spalletti che ha sviluppato il classico segreto di Pulcinella: nessuno sta fermo dopo aver passato la palla, il che è l’essenza del calcio. Mi ricordo che dicevo la stessa cosa del Napoli nell’anno dello scudetto vinto con lui. Inoltre ha lavorato molto bene anche sui singoli: Kostic è rivitalizzato, Thuram nelle ultime gare ha mostrato grande personalità, Locatelli è una costante nel suo ruolo di uomo di riferimento.

L’importanza delle giocate di David

E poi David. Ero allo stadio, a Torino la partita si vede benissimo e l’ho studiato: non ha sbagliato un tocco tutto il primo tempo, e la cosa importante è la perfezione delle giocate fuori dall’area di rigore, fondamentali per far giocare bene la squadra. Se un centravanti gioca così, la Juventus non ha bisogno di ritocchi sul mercato almeno a livello offensivo. Insomma, la strada sembra finalmente quella giusta, soprattutto se Spalletti continuerà a gestire le situazioni con umiltà. Vedere le sostituzioni di Conceiçao e Cambiaso, o mettere Miretti in mezzo e spostare Yildiz centravanti in un determinato momento della partita.

Napoli, corretto l’alibi delle assenze

Circa il Napoli, penso che questa volta Conte abbia ragione a parlare dell’alibi delle assenze: in campo c’erano McTominay e Lobotka, ma gli altri sarebbero stati tutti titolari. Detto ciò, la squadra sin dall’inizio mi sembra meno strutturata, meno solida di quella dello scorso anno. Non mi sembra invece giusto tirare fuori la questione delle decisioni arbitrali.

Roma troppo dipendente da Dybala

La Roma ha giocato nettamente meglio del Milan ma non ha vinto. Questo perché Dybala non è riuscito a essere incisivo (nella categoria ci metto anche Soulé) e la squadra di Gasperini è troppo dipendente dalle sue giocate. Certo, se poi Malen non avesse sbagliato un gol facilissimo la partita poteva prendere una piega diversa.

Ormai è chiaro, Leao non sarà mai il leader di una grande squadra

Al Milan sta dicendo bene: con Como e Roma sono arrivati 4 punti, tantissimi visto il livello di gioco espresso. Con tutto il bene che vogliamo ad Allegri, è difficile tenere fino in fondo giocando così, tanto più che svariate volte la squadra ha mostrato di saper fare molto meglio. Il problema è anche nei singoli. Leao è stato imbarazzante, confermando di non essere un giocatore da grande. Il portoghese non sarà mai indispensabile per squadre come Milan, Manchester City, Real Madrid. A volte fa cose eccezionali, a volte non vede proprio la palla. Il problema è che le prestazioni buone e negative sono 50 e 50, non 80 e 20. Quindi…

Inter padrona, ma resti umile

Chiudo con l’Inter, che con il Pisa ha rischiato grosso e si è salvata solo perché i toscani non sanno fare il catenaccio. Caso contrario poteva finire ancora peggio di come era iniziata. Bravo Chivu a capire il momento e giocare immediatamente la carta Dimarco, rivelatasi poi vincente. L’Inter comunque è la padrona del campionato, ma i padroni devono stare attenti a rispettare tutti.