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Ministero della Salute, dentro a Fratelli d’Italia è scontro per le poltrone

Un ministero piuttosto piccolo e tutto in mano a un partito, ma dove quel partito trova il modo di litigare, quasi sempre silenziosamente, per questioni di poltrone, incarichi, quindi anche di soldi. Alla Salute sono tempi piuttosto complicati. Il ministro Orazio Schillaci, tecnico chiamato da Tor Vergata per affrontare i temi “alti” della sanità, per progettare riforme, parlare senza imbarazzi (non ne ha) dell’importanza dei vaccini e comunque esprimersi nella stessa lingua dei professionisti della salute (è un medico nucleare), resta spesso schiacciato tra i poteri del partito di Giorgia Meloni. E in più, quando si deve parlare di soldi con il Mef e in generale col consiglio dei ministri, è debole. Non solo, spesso Schillaci ha dovuto subire l’imposizione di nomi, poi rivelatisi assai poco efficaci.

L’attivismo di Di Quinzio

C’è poi tutto il sottobosco di dirigenti del ministero, dove molte nomine vanno a chi appartiene a questo o a quella “corrente”. In questo momento è attivissima Rita Di Quinzio, potente segretaria politica del ministero. La sua amicizia con Arianna Meloni è antica e la rende capace di inserirsi in tutte le decisioni di Schillaci, cercando di orientarle. Inomma, difende il pezzo di partito del quale è espressione. Ovviamente ha nomi da sponsorizzare, o da abbattere (come successo con alcuni di quelli proposti per il Consiglio superiore di sanità). Adesso tiene molto a un avvocato barese, Francesco Perchinunno, anche lui con un passato nella destra giovanile, che è dirigente a tempo determinato al Gabinetto del ministro. Vorrebbe che diventasse direttore generale della stessa struttura, un ruolo per il quale però potrebbe non avere i titoli. Perchinunno, tra l’altro, è vicino a Marcello Gemmato, il sottosegretario anche lui barese, legatissimo a Giorgia Meloni.

Il viceministro

Proprio ieri il consiglio dei ministri ha approvato un decreto nel quale viene reintrodotta la figura del viceministro alla Salute. In molti sono convinti che si tratti di un ruolo destinato a Gemmato, ma ancora non è detto. L’atto è stato necessario per risolvere un “pasticcio” su un’altra posizione, legata all’ufficio legislativo, e contestualmente ha reintrodotto il ruolo di viceministro, che un tempo era previsto. Solo il tempo dirà se la ricostruzione è giusta o se Gemmato diventerà davvero vice di Schillaci. Pure questa vicenda, comunque, è destabilizzante per il ministro tecnico. Tra l’altro se si arriverà in fondo salterà il “monocolore” alla Salute, perché sottosegretario potrebbe diventare Andrea Costa di “Noi moderati”

Stipendi top

Quella di Gemmato è però una parrocchia un po’ diversa da quella di Di Quinzio, con la quale il sottosegretario non avrebbe un grande feeling. Non è chiaro come stia accogliendo il tentativo della segretaria politica di dare un ruolo centrale, e ben pagato, al suo amico pugliese. L’argomento soldi per Di Quinzio è molto felice. Oltre allo stipendio del ministero, bello alto, guadagna un extra perché è stata nominata membro del Cda di “Sport e salute”, società della Stato che si occupa di promuovere appunto lo Sport. Così supererebbe i 200 mila euro l’anno. Sempre Di Quinzio starebbe pressando per mandare all’Agenas, l’agenzia sanitaria delle Regioni, Americo Cicchetti, già capo del dipartimento di Prevenzione del ministero. Non è detto che le riesca. Quel ruolo pensava di ricoprirlo Marco Mattei, il capo di Gabinetto di Schillaci, anche lui di Fdi, ma che non avrebbe un grande rapporto con la dirigente vicina ad Arianna Meloni. Tra l’altro, e qui salta fuori un’altra stranezza del ministero, di recente al ministero è rientrato l’ex capo di Gabinetto, Arnaldo Morace Pinelli, professore di diritto della solita Tor Vergata che venne allontanato in modo un po’ brusco dopo l’inizio della legislatura e sostituito appunto con Mattei. Il ruolo è di esperto del ministro e addirittura gode di una stanza (molti consulenti non la hanno) al “piano nobile del ministero”, quello dove sta Schillaci. Non è chiaro come verrà impiegato.

Il ruolo di Campitiello

Insomma, un quadro di inestricabili rapporti di amicizia e inimicizia. Per completarlo, sempre parlando di anime di Fdi non si può scordare Maria Rosaria Campitiello, la capa del dipartimento della Prevenzione che a breve sposerà il suo compagno, il viceministro degli Esteri e leader del partito in Campania Edmondo Cirielli (al quale, dicono i nemici interni ed esterni, ha “donato” un ruolo di primo piano negli Stati generali della Prevenzione del ministero da lei organizzati proprio a Napoli). Campitiello era al Gabinetto prima di essere promossa e tra l’altro portare la ministero Giuseppe Gambale, già deputato Pd e sottosegretario all’Istruzione che ovviamente non tutti gradiscono, visto il contesto politico del ministero. E infatti la scelta non è piaciuta a Di Quinzio e tra le due il rapporto non è semplice.

Ogni giorno, le varie anime di Fdi nel ministero alla Salute danno vita a scontri più o meno sotterranei, si contendono incarichi, pensano come favorire amici e alleati. Il tutto mentre ci sarebbe da lavorare per mandare avanti l’attività sanitaria, quella che serve ai cittadini e che dovrebbe essere il primo pensiero di di tutti coloro che lavorano al ministero.