Antonella Palmisano si presenta in carrozzina dopo la gara, scortata
dal marito allenatore Lorenzo Dessi. Sfinita. Distrutta: “A un certo punto della gara non riuscivo più neanche a bere e prendere carboidrati”. Arriva al traguardo con le ultime energie, si accascia, si getta per tera, aveva resistito fino all’ultimo. A soccorrerla per prima la sua rivale, imprendibile Maria Perez che l’aiuta a rialzarsi e a godersi l’impresa: se la spagnola è imprendibile, una marziana, lei si deve godersi lo splendido argento nella 35 km di marcia.
Palmisano a 34 anni è alla seconda esperienza sulla distanza. Campionessa olimpica della 20 km a Tokyo nel 2021, ha fatto quello che poteva: solo la campionessa Maria Perez, che conferma il titolo di Budapest 2023, le è superiore. Perché è di un altro pianeta. Sono grandi amiche: “Siamo come Sinner e Alcaraz”. Spagna-Italia, il duello continua. “Grazie a lei sono riuscita nell’impresa – confessa Palmisano – ha saputo darmi le giuste motivazioni, se sono qui dopo la delusione di Parigi. Ci siamo allenate insieme, mi ha dato nuovo entusiasmo e voglia di credere nei miei obiettivi. La gara è stata durissima, ho sofferto di crampi e mal di stomaco da quando mancavano ancora 12 km”.
L’attacco che fa la differenza a metà percorso: improvviso cambio di ritmo della spagnola, nessuna le sta dietro. Le altre prova a restare con l’azzurra, ma cedono. Perez va come una formula uno, aumenta il distacco giro dopo giro, Palmisano resiste pensando alle rivali che deve lasciarsi dietro, non a quella che ha avanti. Fino al traguardo e al lunghissimo infinito abbraccio tra le due rivali.
