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Ansaldo fa gola ai fondi mediorientali: Mubadala pronta ad affiancare Cdp nel capitale. Il boom delle turbine per i data center

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Ansaldo Energia fa gola ai grandi fondi dei Paesi mediorientali, a caccia di turbine a gas per alimentare i data center dell’intelligenza artificiale.
Secondo più fonti, diversi investitori del Golfo hanno manifestato a Cdp Equity, azionista al 99,6% di Ansaldo, il loro interesse a entrare nel capitale dell’azienda con sede a Genova. In prima fila, in particolare, ci sarebbe Mubadala, fondo sovrano con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, e forte di un patrimonio di oltre 350 miliardi.

Mubadala avrebbe avviato un dialogo con la holding di investimento controllata da Cassa Depositi e Prestiti che, contattata, non ha commentato l’indiscrezione. La struttura dell’operazione sarebbe da definire, fermo restando che la partecipazione del nuovo investitore in Ansaldo sarebbe di minoranza. Cdp Equity intende infatti mantenere il controllo di un gruppo ritenuto strategico, che a Genova impiega 2.600 lavoratori ed è attivo anche nelle tecnologie per il nucleare civile.

L’apertura del capitale a Mubadala consentirebbe ad Ansaldo di raccogliere risorse per finanziare i suoi progetti di crescita, anche attraverso acquisizioni nella filiera. Nonché di rafforzarsi in un mercato che il gruppo fondato nel 1853 conosce bene. Da una trentina d’anni, infatti, Ansaldo ha uno stabilimento proprio ad Abu Dhabi, dove circa 250 persone si occupano della riparazione delle palette delle turbine per tutto il mercato mediorientale. Nella capitale emiratina, poi, il gruppo ha aperto uno dei due centri di monitoraggio per la manutenzione predittiva delle turbine vendute in tutto il mondo (l’altro è a Genova). Nel 2025, infine, l’azienda ha ottenuto un ordine di quattro turbine per la centrale elettrica di Al Dhafra, attiva nel deserto vicino ad Abu Dhabi, che dovrebbe andare ad alimentare anche un data center per l’AI.

L’interesse per Ansaldo Energia testimonia l’efficacia del lavoro portato avanti da Cdp Equity di Fabio Barchiesi. Dopo anni molto difficili, l’azienda guidata da Fabrizio Fabbri è tornata nel 2025 all’utile (20 milioni) e ha visto i ricavi crescere a 1,2 miliardi. Soprattutto, Ansaldo sta registrando un boom di ordini che, alla fine dell’anno scorso, si attestavano a 2,3 miliardi e sono previsti in forte ascesa nei prossimi anni.

Le commesse si stanno concentrando sulle turbine a gas di grandi dimensioni, di cui Ansaldo è il principale produttore in Europa, con una quota di mercato del 42%. Di recente, però, l’azienda ha firmato un contratto di fornitura di otto turbine per un data center in Texas che ne ha segnato il ritorno anche sul ricco mercato statunitense.

Storicamente impiegati nelle centrali a gas, negli ultimi mesi questi macchinari stanno conoscendo una nuova età dell’oro grazie all’avvento dell’AI. La domanda da parte delle big tech supera ampiamente l’attuale offerta tanto che, secondo alcune stime, il prezzo delle turbine è quasi quadruplicato nel corso degli ultimi tre anni. Il gruppo americano Ge Vernova, uno dei principali produttori al mondo, accetta per esempio ordini solo con consegna dopo il 2031. E chiede sostanziose caparre ai clienti.