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Banca Ifis, si dimette Geertman, Zingone nuovo ad

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Frederik Geertman da oggi, venerdì 25 settembre, non è più amministratore delegato di Banca Ifis, ruolo che ricopriva dall’aprile 2021. Al suo posto il cda ha nominato Raffaele Zingone, consigliere, condirettore e chief commercial officer. Il cambio al timone arriva in un momento particolare per l’istituto, impegnato in una profonda riorganizzazione interna e in una maxi pulizia di bilancio, che ha abbassato l’utile del primo semestre da 88 a 8 milioni di euro e costretto a rivedere e al ribasso la guidance sull'utile netto annuale a circa 100-110 milioni. Banca d’Italia ha autorizzato la fusione con Illimity ma ha anche comunicato l’esito dell’ispezione condotta tra gennaio e giugno: il giudizio è stato «parzialmente sfavorevole» (un livello 2 su 4 di gravità) chiedendo quindi una serie di misure e la predisposizione di nuovi piani. 

Palazzo Koch ha evidenziato «rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili Aml (antiriciclaggio), rischio information e communication technology e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e Npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business». Sotto la lente di Via Nazionale sono finiti di fatto i processi delle aree organizzative di Ifis. Il regolatore ha chiesto quindi alla banca - che ha 90 giorni di tempo per fare controproposte - l’adozione di un piano di intervento Aml e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale. Le attività richieste nel piano di rimedio prudenziale includono «la riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l'innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, Npl (crediti deteriorati) e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio Ict, e di sicurezza operativa», spiega la banca in una nota. Gli obblighi si tradurranno in organizzazioni più verticali e in nuovi uffici preposti per rendere l’organizzazione dell’istituto più omogenea. «Nel solco del rapporto di continua e piena collaborazione con la Vigilanza, sono già state avviate le attività propedeutiche alla predisposizione dei suddetti piani», ha fatto sapere Ifis.

La banca presieduta da Ernesto Furstenberg Fassio ha informato poi dell’avvio del procedimento di determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi. Questo dipenderà dalla vendita o meno del portafoglio di Npl da 1,5 miliardi di euro contenuto in Illimity (valore lordo 17 miliardi): si tratta di crediti netti di piccolo taglio legati al consumo e per cui si sarebbero fatti avanti DoValue, Prelios, Cerberus, Apollo, Aliseda, Eos. Se l’istituto li venderà, si staccherà definitivamente dal business dei crediti deteriorati. La cessione dovrebbe concludersi per fine anno e, nelle intenzioni della banca, fruttare 1,5 miliardi di euro che andrebbero in conto capitale. La vendita dovrebbe poi liberare 70 milioni di tasse differite (Dta) che andrebbero ad aggiungersi agli altri 300 milioni di badwill con cui sono state gestite le fuoriuscite da Illimity. Banca Ifis è stata costretta a mettere a bilancio 400 milioni di euro di svalutazioni dopo aver completato la due diligence sulla challenger bank fondata da Corrado Passera.  Quasi 290 milioni derivano da rettifiche effettuate da Illimity nel 2025, alle quali si aggiungono ulteriori svalutazioni per 75 milioni emerse dopo l’analisi richiesta dalla Vigilanza. A queste si sono sommate altre correzioni per 40 milioni  dopo l’aggiornamento dei business plan di alcune operazioni. Non è escluso a questo punto che Banca Ifis valuti un’azione di responsabilità nei confronti del precedente management di Illimity.

25 settembre 2026, 19:36 - Aggiornata il 25 settembre 2026 , 19:37