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Banche, sempre meno sportelli: quasi 11,5 milioni di italiani con una sola filiale o senza nel Comune

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Il risiko del credito non conosce sosta, ma la rete bancaria italiana continua a restringersi. Nei primi sei mesi del 2026 hanno chiuso altri 126 sportelli e il numero complessivo delle filiali è sceso a 19.016. Un processo che non riguarda più soltanto i piccoli centri e le aree interne, ma coinvolge sempre più anche le grandi città. E mentre cresce il ricorso all'internet banking, i servizi digitali non riescono ancora a compensare la riduzione della presenza fisica degli istituti di credito, lasciando milioni di cittadini con un accesso sempre più difficile ai servizi bancari. Il quadro che emerge dall'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba della First Cisl, elaborato sui dati della Banca d'Italia e dell'Istituto nazionale di statistica (Istat). Lo studio conferma come il progressivo arretramento della rete fisica continui ad accentuare gli squilibri territoriali. Anche un altro sindacato, la Uilca, ha stilato un dossier sul tema -Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria «L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025» -  dove emerge l’insoddisfazione di nove persone su dieci  per la riduzione o chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; la presenza di un bancomat non è condizione sufficiente a sostituire il rapporto umano. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 72 sportelli bancari, denuncia la Uilca. Nel 2024 per la prima volta si è scesi sotto le 20mila unità (da 23.480 sportelli nel 2020 a 19.140 nel 2025, pari a -18,5%). 

Tornando al report di First-Cisl, nel primo semestre dell'anno la riduzione degli sportelli non è stata uniforme. La Liguria è la regione che registra il calo più consistente rispetto alla fine del 2025 (-2,6%), davanti a Lombardia (-1,7%) e Valle d'Aosta (-1,6%). Restano inoltre molto elevate le quote di comuni completamente privi di una filiale bancaria: il primato spetta al Molise, dove l'83,8% dei comuni è senza sportelli, seguito da Calabria (74,5%), Valle d'Aosta (74,3%), Piemonte (65,9%), Abruzzo (61,3%) e Liguria (58,1%). All'estremo opposto si colloca l'Emilia-Romagna, con una percentuale dell'8,2%.

E il numero dei comuni completamente privi di servizi bancari continua a crescere: +9 unità dall'inizio dell'anno. Di conseguenza sale anche il numero dei cittadini coinvolti dal fenomeno. Nei comuni senza alcuno sportello risiedono ormai 4.896.822 persone, oltre 10 mila in più rispetto alla fine del 2025. Altre 6.593.109 vivono in comuni serviti da una sola filiale. Nel complesso, quasi 11,5 milioni di italiani si trovano oggi in territori dove l'accesso ai servizi bancari è assente o fortemente limitato.
La crescita dell'internet banking non è però sufficiente a colmare il vuoto lasciato dalla chiusura delle filiali. Secondo l'Osservatorio, l'utilizzo dei canali digitali continua ad aumentare, ma restano ampie fasce della popolazione che, per ragioni anagrafiche, sociali o legate alla limitata copertura digitale di alcuni territori, continuano ad avere bisogno di uno sportello fisico. La riduzione della rete bancaria rischia quindi di tradursi in un accesso più difficile ai servizi finanziari, soprattutto per gli anziani, le piccole imprese e i residenti dei comuni più periferici.

Il fenomeno della desertificazione arriva a toccare ovviamente anche il tessuto produttivo. Nei primi sei mesi del 2026 sono aumentate di 640 unità le imprese con sede nei comuni rimasti senza sportelli, mentre l'estensione complessiva delle aree interessate è cresciuta di altri 276 chilometri quadrati. Il fenomeno, sottolinea la First-Cisl, non può più essere considerato un problema esclusivo delle aree periferiche. Anche le principali città italiane stanno infatti registrando una significativa riduzione della rete bancaria. Rispetto al 31 dicembre 2021, il calo degli sportelli supera la media nazionale del 12,2% in numerosi grandi centri urbani.
Milano è la città che ha perso più filiali (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%), Palermo (-13,9%), Messina (-13,6%), Genova (-13,1%), Torino (-13%) e Napoli (-12,9%). Riduzioni analoghe si registrano anche a Firenze (-12,4%), Bari (-12,1%) e Venezia (-12%), mentre risultano più contenute a Bologna (-9,6%), Catania (-9,8%) e Verona (-5,1%).

Lo studio evidenzia infine profonde differenze anche nella distribuzione territoriale degli sportelli. Roma, pur contando 847 filiali, dispone di appena 0,66 sportelli per chilometro quadrato e di 30,81 ogni 100 mila abitanti. Milano, invece, presenta una rete molto più concentrata, con 3,16 sportelli per chilometro quadrato e 42,52 ogni 100 mila residenti.
Il divario diventa ancora più evidente confrontando il Nord e il Sud del Paese. Verona e Padova superano rispettivamente quota 50 e 52 sportelli ogni 100 mila abitanti, mentre Napoli si ferma a 21,28, Palermo a 19,51, Catania a 24,58 e Messina a 17,18, il dato più basso tra le città analizzate. Anche la densità territoriale conferma questo squilibrio: Napoli conta 1,68 sportelli per chilometro quadrato, Palermo 0,77, Catania 0,40 e Messina appena 0,18. Sul fronte dei gruppi bancari, il maggiore presidio territoriale resta quello del Gruppo Iccrea, che conta 2.450 sportelli. Seguono Intesa Sanpaolo con 2.295 filiali, UniCredit con 2.252, Bper Banca con 2.073, Monte dei Paschi di Siena con 1.547, Cassa Centrale Banca con 1.525, Banco Bpm con 1.364 e Crédit Agricole Italia con 947.

31 lug 2026 | 17:52