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Bonus giovani under 35 da 500 euro, le regole Inps da seguire: ma c’è il rischio di esaurimento fondi

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Potrebbe essere corsa al bonus giovani. I 500 euro al mese di sgravi contributivi previsti dal decreto Lavoro, per chi impiega un under 35 e trasforma il contratto a termine in un posto fisso. L'Inps, con la circolare del 3 luglio ha dato le istruzioni sull'incentivo alla stabilizzazione. La misura è nota: esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore, Inail escluso, per un massimo di 24 mesi, riservato alle trasformazioni effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 di contratti a termine instaurati entro il 30 aprile, di durata complessiva non superiore a dodici mesi, riguardanti lavoratori che non abbiano compiuto 35 anni e non siano mai stati occupati a tempo indeterminato.

Il problema, come spesso accade con gli incentivi, sta nel rapporto tra le risorse e la platea. La legge fissa un tetto di spesa di 18,2 milioni di euro per il 2026, 87,5 milioni per il 2027 (cifra ritoccata in sede di conversione) e 69,3 milioni per il 2028. 175 milioni in tutto, per un massimo di circa 16.200 stabilizzazioni: ipotizzando uno sgravio medio di 450 euro al mese, sotto il tetto, perché i contributi datoriali effettivi su retribuzioni giovanili e part time raramente lo raggiungono, le tre annualità tornano quasi al centesimo. L’ipotesi è quindi di 16.200 stabilizzazioni incentivate in cinque mesi.

Ma quante ne avvengono normalmente, senza alcun bonus? La risposta è nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps: tra agosto e dicembre 2025 le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 302.379, esclusi gli apprendisti (che non rientrano nella misura).

Non tutte quelle 302 mila trasformazioni vantano però i requisiti della misura: il perimetro è ristretto agli under 35 mai stati assunti a tempo indeterminato, con contratto d'origine non superiore a dodici mesi. Assumendo prudenzialmente che solo un quinto del flusso sia eleggibile, si parla di 40-60 mila potenziali aventi diritto a fronte di poco più di 16 mila posti finanziati. Con conseguenze prevedibili. Una su tutte: i fondi rischiano di esaurirsi in poche settimane, tanto che la stessa circolare prevede che al raggiungimento del limite di spesa l'Istituto non accolga ulteriori domande. 

C'è poi un effetto collaterale che i dati dei prossimi mesi permetteranno di misurare. La finestra agevolata si apre il 1° agosto, ma il decreto è in Gazzetta dal 30 aprile: un'impresa che avesse deciso di stabilizzare un giovane a maggio, giugno o luglio ha ora un incentivo da 12 mila euro a rinviare la firma di qualche settimana. Nel 2025, tra maggio e luglio, le trasformazioni erano state oltre 192 mila: se i dati 2026 mostreranno un calo anomalo in quei mesi, seguito da un picco ad agosto - storicamente il mese più debole dell'anno, con appena 44 mila trasformazioni nel 2025 - l'effetto congelamento sarà servito.

Resta infine un'incognita di calendario: l'efficacia della misura è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea sugli aiuti di Stato, ai sensi dell'articolo 108 del Trattato. Un passaggio non formale: il bonus giovani del decreto Coesione 2024 partì con mesi di ritardo proprio in attesa del via libera di Bruxelles. Se l'autorizzazione non arrivasse in tempo, la finestra del 1° agosto rischierebbe di aprirsi su una misura non ancora operativa.