Borse e petrolio oggi 24 settembre| Listini deboli, l’attesa per l’incontro Xi-Donald. Su i rendimenti dei titoli del Tesoro
In Asia la Borsa di Tokyo ha riaperto in rialzo dell'1% dopo tre giorni di festività, mentre Seul è chiusa, i listini cinesi sono negativi in vista del vertice tra Xi e Trump. A questo proposito va detto che in una dichiarazione diffusa dall'ambasciata cinese, Xi ha scritto: «La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero essere partner, non rivali», senza far alcun riferimento a un accordo commerciale, anche se un'intesa, seppure limitata in questo senso, potrebbe calmare i mercati scossi dalla guerra tariffaria del 2025, che ha portato a dazi a tre cifre tra le due maggiori economie mondiali. Bessent ha dichiarato a Fox News che l'accordo con l'Iran estenderebbe la tregua fino al 10 gennaio, anche se tra i due Paesi permangono profonde divergenze, in particolare su questioni quali il controllo delle esportazioni di minerali delle terre rare e di chip per computer, i legami della Cina con l'Iran e il sostegno degli Stati Uniti a Taiwan. L'incontro si svolge in un momento difficile per Trump, che deve affrontare il malcontento dell'opinione pubblica per la guerra contro l'Iran, mentre Xi, pur dovendo anch'egli affrontare sfide interne, arriva in una posizione più forte, con il commercio del suo paese in piena espansione. In Asia il prezzo del petrolio cede leggermente ma resta su livelli elevati, col Brent sopra 103 dollari al barile, dopo che i funzionari iraniani hanno comunicato con gli inviati statunitensi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma entrambe le parti hanno segnalato scarsi progressi verso la fine del conflitto. Trump ha ribadito le sue minacce di un'ulteriore escalation e il presidente iraniano, intervenendo all'Assemblea dell'Onu, ha dichiarato che Teheran è pronta a negoziare con gli Stati Uniti, ma ha avvertito che non «cederà all'uso della forza». Ieri il governatore della Fed Michael Barr, ha ribadito che «saranno necessari aggiustamenti al rialzo di politica monetaria» per combattere l'inflazione. E oggi sono attesi gli interventi del presidente della Fed di New York, John Williams, di quello di Richmond, Thomas Barkin, della presidente Fed di Philadelphia Anna Paulson e di quella di Cleveland Beth Hammack, mentre il mercato prevede una probabilità del 73% di un aumento dei tassi a fine ottobre, pochi giorni prima delle elezioni di medio termine di novembre. Oggi riflettori puntati negli Usa sui sussidi settimanali di disoccupazione, sulle vendite al dettaglio e sull'asta del Tesoro che emetterà titoli di stato a 7 anni per un valore di 44 miliardi di dollari, dopo che ieri un'asta di titoli Usa a cinque anni ha registrato una domanda debole. In Germania invece occhi puntati sull'indice Ifo delle imprese a settembre. Inoltre si terranno le riunioni delle banche centrali in Svizzera, Svezia e Messico.
I mercati arretrano un po', dopo il rimbalzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro che sta penalizzando soprattutto i tecnologici. L'attenzione degli investitori è concentrata sui colloqui tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, che metterà alla prova le relazioni tra le due superpotenze, mentre restano alte le divergenze su commercio, tecnologia, Taiwan e Iran. In compenso Washington e Pechino potrebbero estendere la tregua commerciale di 11 mesi, che scadrà il 10 novembre. Lo ha rivelato il segretario del Tesoro Scott Bessent il quale ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per una proroga, mentre Trump ieri ha salutato personalmente Xi alla base congiunta di Andrews nel Maryland. I mercati obbligazionari restano in tensione, con i tassi sui Treasury a 10 anni tornati sopra al picco dall'annuncio dei dazi doganali dell'aprile dell'anno scorso e il rendimento dei decennali giapponesi balzati al 3,06%, il livello più alto dall'agosto del 1996. Anche l'azionario è andato in tilt, con i listini asiatici contrastati e i future a Wall Street e in Europa in calo, dopo che ieri a New York il Nasdaq ha chiuso giù dell'1,13%, mettendo fine a quattro giorni consecutivi di rialzi. «I mercati azionari stanno mostrando seri segni di cedimento sotto il peso dei rendimenti obbligazionari in costante aumento - ha dichiarato Ray Attrill, chief strategist della National Australia Bank - E in un contesto di avversione al rischio di questo tipo, il dollaro continua a trovare sostegno come bene rifugio».