Borse in diretta, petrolio oggi 5 agosto | Asia in rialzo in attesa dell’accordo su Hormuz, greggio sotto gli 80 dollari
Le speranze che lo Stretto di Hormuz possa aprire molto presto spinge al ribasso i prezzi del petrolio che segnano il terzo giorno di cali consecutivi. Secondo quanto riportato da Axios, Stati Uniti, Iran e Oman sono vicini all'accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Washington punta ad annunciare oggi l'intesa. L'accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran e a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare.
Così il Brent scende sotto gli 80 dollari al barile (78,66 dollari) e segna un calo dello 0,84%. Il Wti si attesta a 74,87 dollari (-1,19%). In forte calo anche il gas che ad Amsterdam tratta a 54,63 euro al megawattora, in calo del 4,99%. Sul fronte dei metalli preziosi sale l'oro a 4.161 dollari l'oncia (+1,94%); in progresso di oltre il 3% anche l'argento a 61,38 dollari.
Si profila un avvio in rialzo per le borse europee in scia alla chiusura tonica di Wall Street con un nuovo record per Dow Jones e l'S&P 500 e al forte rialzo delle borse asiatiche. Alla vigilia anche il Ftse Mib ha fatto segnare un nuovo massimo chiudendo la seduta a 53.541 punti dopo essere salito nel durante fino a 53.613. A trainare i listini il rinnovato interesse degli investitori per il settore dell'intelligenza artificiale, che ha favorito i rialzi dei produttori di chip, complice anche i conti sopra le attese di Space X con ricavi in crescita del 92% nel trimestre aprile giugno e una liquidità a 100 miliardi di dollari.
Così i future dell'Euro Stoxx viaggiano in rialzo dello 0,44%; Milano dello 0,4%, Parigi dello 0,38% e Francoforte dello 0,67%. In una giornata scarica di dati macro economici gli investitori continuano a guardare al Medio Oriente cn attesa di capire se l'annuncio di Donald Trump, secondo cui l'accordo per l'apertura dello Stretto di Hormuz, sarebbe molto vicino. Dichiarazioni che si ripercuotono sul prezzo del petrolio che continua la sua discesa: il Brent scende sotto gli 80 dollari al barile (78,66 dollari) e segna un calo dello 0,84%. Il Wti si attesta a 74,87 dollari (-1,19%). In forte calo anche il gas che ad Amsterdam tratta a 54,63 euro al megawattora, in calo del 4,99%.
Ieri, seduta in forte rialzo a Wall Street e nuovi record per Dow Jones e S&P 500. A sostenere la seduta sono state le parole del segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, che ha detto che un accordo con l'Iran sullo Stretto di Hormuz è possibile «tra oggi e domani». Parole che hanno fatto scendere i prezzi del petrolio: i future del West Texas Intermediate hanno chiuso in calo del 5,69% a 75,77 dollari al barile.
Bene anche le ultime trimestrali, grazie a cui Palantir è stato il titolo migliore sullo S&P 500, con un rialzo del 29,4% che ha spinto tutto il settore tech, e Caterpillar (+5,6%) lo è stato sul Dow Jones, dove McDonald's ha guadagnato l'1,2%, sempre per merito dei conti trimestrali. Il Dow Jones ha guadagnato 907,47 punti (+1,71%), lo S&P 500 è salito di 136,02 punti (+1,79%), il Nasdaq ha chiuso in rialzo di 671,09 punti (+2,59%). L'oro ha guadagnato 61,70 dollari, l'1,53%, a 4.095,40 dollari all'oncia. Euro in rialzo dello 0,17% a 1,1530 dollari. Bitcoin in calo dello 0,27% a 63.655 dollari.
Mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico in chiaro rialzo guardando a una possibile intesa sullo stretto di Hormuz e al contenimento dei prezzi del petrolio. La Borsa di Tokyo si avvia alla chiusura in crescita di oltre il 3%, con i listini cinesi di Shanghai e Shenzhen in aumento rispettivamente dell'1,4% e dell'1,8%. Caute Hong Kong (+0,3%) e Sidney (+0,9%), ma corre Seul in rialzo di quattro punti percentuali con il suo indice principale. In marginale crescita i futures sui mercati europei.