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Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio vede la svolta tra gli eredi: «Primi segnali di dialogo vero con i soci»

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Prove di intesa tra gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio, proprietari della cassaforte Delfin di cui posseggono il 12,5% a testa. I tentativi di ritrovare una connessione nella compagine sono stati sintetizzati oggi giovedì 24 settembre da Leonardo Maria Del Vecchio le cui mosse recenti sembrano aver riaperto il dossier riassetto in famiglia e successione. «Vedo i primi segnali di un dialogo vero tra i soci di Delfin. Lasciare le cariche in EssilorLuxottica è stato un passo avanti: ha aiutato a ricostruire un clima di fiducia, ha detto il quarto figlio del fondatore ad Agordo, in occasione dell'inaugurazione del nuovo polo per l'Infanzia 0-6 anni. A volte, per sbloccare una situazione, bisogna essere i primi a muoversi. Dopo quattro anni di stallo, credo che oggi ci siano le condizioni per voltare pagina».

Lmdv ha confermato anche i rumor circolati nei giorni scorsi in merito a un possibile incontro con i fratelli e la madre Nicoletta Zampillo. «L'incontro tra i soci ci sarà, e mi auguro entro ottobre, perché abbiamo appuntamenti importanti — ha aggiunto —. I tecnici stanno lavorando, ed è giusto così: ci si vede quando c'è qualcosa da decidere. A tutti, me compreso, chiedo il massimo senso di responsabilità». Tra gli appuntamenti importanti ci dovrà anche essere quello su quali indicazioni dare a Delfin sulle partecipazioni bancarie. Prima fra tutti la quota del 17,5% che la cassaforte possiede nel Monte dei Paschi, un livello che fa di Delfin il primo azionista di Siena.

All’assemblea del 29 ottobre convocata per decidere sulla doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali, la cassaforte dovrà decidere come votare. Ed è ipotizzabile che senza il suo voto favorevole le due operazioni abbiamo difficoltà a passare. Gli otto azionisti non decidono in proprio le sorti del voto di Delfin. Sarà il board presieduto da Francesco Milleri e guidato da Romolo Bardin a definire le mosse. Ma è inevitabile che in una partita così rilevante, le indicazioni degli azionisti di Delfin abbiamo un peso rilevante. Infatti l’ad di Delfin, Romolo Bardin, avrebbe già avviato qualche sondaggio tra i soci.

«Leggo di un confronto in corso tra il board di Delfin e i soci. A me, al momento, non risulta ancora nessun contatto, ma confido che l'amministratore Bardin abbia ancora il mio numero. Quando il board vorrà sentirci – ha detto Lmdv - la mia posizione è chiara: Delfin deve scegliere l'opzione che garantisca maggiore flessibilità e creazione di valore per affrontare la nuova stagione della sua governance».
E sulle molteplici cause in corso con il fratello Rocco Basilico che hanno fin qui bloccato il dialogo, Lmdv ha precisato che questo «Non credo sia il giorno per parlare di penali e cause. Stiamo lavorando a un accordo complessivo sull'eredità di mio padre, e quando arriverà i contenziosi saranno superati. È lì che voglio mettere le energie».

Leonardo Maria Del Vecchio ha precisato che l'uscita da Essilux è stata «formale, ma non sostanziale, perché — ha ribadito — non è un passo indietro ma un passo avanti». Nel suo intervento ad Agordo, Lmdv ha toccato tutta la tastiera dei temi, incluso quello sui rapporti con il ceo Francesco Milleri, presidente sia di Delfin sia di Esslux. «Francesco è prima di tutto l'amministratore delegato di EssilorLuxottica, ed è lì che devono concentrarsi le sue energie. Il 20 ottobre c'è un appuntamento importante, la trimestrale, e come azionista ho grande interesse a capire quale sia la strada per tornare a 300 euro. La redditività del gruppo è ai massimi, ma il mercato sconta una mancanza di chiarezza sul posizionamento strategico futuro. Mio padre è stato il più grande: ha lasciato un'azienda capace di andare avanti da sola per tre anni. Ma nemmeno lui poteva prevedere gli stravolgimenti che stiamo vivendo oggi, tra intelligenza artificiale e conflitti. Adesso servono persone capaci di tenere il timone in acque nuove».

Per quanto riguarda il proprio futuro, ha spiegato Del Vecchio, «il mio dna, quello che vorrei poi trasmettere a mia figlia e ai figli che avrò, è quello che ho ricevuto io, mettere persone al centro, fare il bene per la comunità».
Poi lo sguardo alla fabbrica storica di Essilux da cui è partita la crescita del gruppo. «Essere ad Agordo ha sempre un significato speciale. Qui è nata la storia di mio padre, e credo sia il posto giusto per parlare di futuro più che di passato» posto di lavoro, l'italianità, ogni fabbrica e il cuore pulsante che è Agordo». Ha aggiunto il giovane imprenditore della Lmdv capital, a margine dell'inaugurazione del polo per l'infanzia . «Qui non sono mai mancati, anzi la passione, anche se non sono dentro la fabbrica, la posso sentire già da qua». E sulla possibilità di passare per la fabbrica, Del Vecchio risponde con una battuta: «Non so, mi faranno entrare?».

24 set 2026 | 13:26